Volley, Europei 2015 – Italia, le pagelle della delusione. Slovenia forte, Zaytsev oscurato, Lanza shock, Osmany ci prova

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Oggi pomeriggio l’Italia è stata sconfitta dalla Slovenia nelle semifinali degli Europei 2015 di volley maschile (clicca qui per la cronaca). Di seguito il nostro consueto commento e le pagelle degli azzurri.

 

L’Italia era davvero a un passo dalla Finale, assolutamente alla portata degli azzurri che invece si sono sciolti sul più bello. La Slovenia, oggi davvero meritevole e solida in campo, ha dimostrato di meritarsi l’atto conclusivo, soverchiandoci in tutti i fondamentali.

La nostra Nazionale è crollata psicologicamente e fisicamente, mancando anche nell’atteggiamento e non riuscendo a imbastire una seria reazione: le gambe non seguivano la testa e il cuore, novità assoluta negli ultimi due mesi. L’avversario oggi è stato più forte ma le colpe sono anche dell’Italia che ha giocato molto male in ricezione e in difesa, ha sofferto il servizio degli uomini di Giani ma soprattutto è stata asfaltata a muro.

Un passo indietro importante dopo il superlativo quarto di finale contro la Russia e la qualificazione alle Olimpiadi 2016 (era questo l’obiettivo stagionale, non va mai dimenticato). Ora la finalina per salire sul podio per la terza volta consecutiva: magra consolazione ma missione da compiere. Poi si potranno fare tutte le valutazioni del caso.

 

OSMANY JUANTORENA: 6. Prova a tenerci a galla, il successo nel secondo set arriva grazie a lui, prova a tenere chiuso l’incontro anche nel terzo parziale poi cala nel finale ed è costretto a capitolare anche lui. Chiuderà con 15 punti all’attivo e il 48% in attacco, unico azzurro con delle percentuali accettabili.

SIMONE BUTI: 5,5. Il capitano tenta qualcosina al centro, piazza due aces della speranza, ma anche per lui c’è poco da fare contro Urnaut, Gasparini e Cebulj oggi sembrati dei giganti. Fatica a leggere bene il muro, mancano anche i rari primi tempi e il castello crolla.

 

IVAN ZAYTSEV: 4. L’uomo che dovrebbe cambiare gli equilibri, lo Zar che dovrebbe caricarsi tutta la Nazionale sulle spalle e portarla alla terza Finale consecutiva, purtroppo scompare sul più bello. Dopo aver urlato in faccia alla Russia il nostro opposto si eclissa letteralmente non riuscendo mai a tirare fuori la zampata di cui è capace. Sul momento più importante degli Europei è mancato totalmente: chiuderà con un mesto 32% in attacco.

SIMONE GIANNELLI: 4,5. Gestione rivedibile, spesso è costretto ad alzare in bagher (colpa di ricezione e difesa), l’attacco ne risente. Prova a servire i suoi attaccanti che però faticano a concretizzare (36% di squadra). A livello individuale non riesce a trovare un varco nella difesa slovena che possa cambiare l’incontro e l’esperienza si fa sentire al termine di una stagione sontuosa.

FILIPPO LANZA: 3. A tratti imbarazzante in attacco, inguardabile in ricezione dove viene affossato dagli scatenati sloveni. Soffre terribilmente il servizio avversario, gli attacchi di Gasparini e compagni lo mandano in tilt.

 

MASSIMO COLACI: 5. Troppa fatica anche per il nostro libero che ha faticato in maniera importante in difesa, crollato sotto i colpi terribili di uno scatenato Urnaut, faticando sulle bordate di Gasparini. Non riesce a volare come nei giorni migliori, non facendo la differenza come ci ha abituato.

MATTEO PIANO: 4. Il miglior muratore del torneo stecca proprio nel momento topico. Non riesce mai a fermare gli avversari, assente per lunghi tratti (sostituito a metà del secondo set e per il terzo da SIMONE ANZANI, 5). La diga è mancata, per la gioia dei bomber balcanici.

LUCA VETTORI, PASQUALE SOTTILE, SALVATORE ROSSINI, OLEG ANTONOV: S.V. Gli inutili tentativi di Blengini per raddrizzare la partita: la panchina non è all’altezza della situazione, aspetto che andiamo dicendo già da prima della Coppa del Mondo. Tema da analizzare profondamente al termine di questa rassegna continentale.

Non entrati: GIULIO SABBI, JACOPO MASSARI

 

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(foto Valerio Origo)

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