Tokyo 2020, proposto lo skateboard: alla scoperta delle specialità

Skateboard-foto-pagina-fb-redbull.jpg

Tra i cinque sport proposti per essere inseriti nel programma olimpico a partire da Tokyo 2020 c’è lo skateboard, “cugino estivo” dello snowboard che ormai da decenni fa parte del Cio per quanto riguarda i Giochi invernali.

Disciplina nota a tutti e nata negli Stati Uniti d’America nella metà del secolo scorso, con il tempo ha oltrepassato i confini dello sport (o forse non vi è mai entrata del tutto) diventando invece simbolo di aggregazione, stile di vita e sottocultura. Lo skateboard non ha infatti una casa ufficiale, o meglio non l’ha avuta fino all’apertura di spazi ad hoc (fenomeno recente): si pratica per lo più per strada spesso illegalmente – sfruttando spazi urbani come panchine e scalinate.

Va da sé, dunque, che nello skateboard vincere una competizione nel senso stretto del termine non è mai stato l’obiettivo principale. Ma ciononostante non manca una Federazione Italiana (o meglio, uno spazio all’interno della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio) e, soprattutto, un grande evento mediatico e sportivo come lo sono gli X Games estivi. E come potrebbero ovviamente diventarlo le Olimpiadi, in caso di decisione positiva del Cio durante Rio 2016.

Ma quale saranno, eventualmente, le specialità cui andremo ad assistere a partire da Tokyo 2020? E’ presto detto: lo street e il park, entrambe riservate sia agli uomini che alle donne e molti simili tra di loro per la modalità di assegnazione del punteggio. La differenza sostanziale sta nel percorso: il primo porta i partecipanti a poter sfruttare anche scale, ringhiere, corrimani e tavoli proprio come in un vero spazio urbano, il secondo invece è “limitato” a tante strutture paraboliche simili all’halfpipe. Cercando un paragone con uno sport già olimpico, lo skateboard potrebbe essere affiancato ai tuffi, alla ginnastica ritmica, al nuoto sincronizzato o al pattinaggio sul ghiaccio. Ovvero: piena libertà di azione agli atleti (in esibizione uno alla volta) con un tempo limite e con una giuria chiamata a valutare difficoltà delle manovre (trick), stile di esecuzione e creatività nell’interpretazione delle struttura a disposizione.

Il presidente della Federazione Internazionale Roller Sports, Sabatino Aracu, dopo la notizia del possibile inserimento dello skateboard nel programma olimpico, ha dichiarato pieno di gioia: “Sono estremamente soddisfatto del lavoro fatto da tutto il team FIRS durante questi mesi e della professionalità e serietà che il Comitato Organizzatore dei Giochi di Tokyo ha dimostrato sin dal primo giorno. Tokyo 2020 ha una grandissima responsabilità perché per la prima volta si trova a mettere in pratica i nuovi principi dell’Agenda 2020 e la nuova direzione che Thomas Bach ha voluto imprimere ai Giochi Olimpici. Sappiamo che la strada è ancora lunga, ma contiamo che, con il nostro lavoro, FIRS porterà un grande valore aggiunto a Tokyo 2020 sia in termini di partecipazione giovanile che di sponsor e media e sono convinto che con la partecipazione ai Giochi, il mondo dei Roller potrà espandere ulteriormente la popolarità dei Roller Sports non solo in Giappone ma in tutto il Mondo“.

Un assaggio di skateboard street dalla finale degli X Games 2012 di Los Angeles:

Qui invece lo skateboard park, sempre dagli X Games, edizione 2013 disputata a Barcellona:

 

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Red Bull

Tag

Lascia un commento

Top