Sci alpino: Italia, una squadra… gigante

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Saranno ben dieci le azzurre che sfideranno il Rettenbach nella prima gara di Coppa del Mondo, prevista per sabato 24 ottobre: si tratta del massimo contingente possibile, raggiunto solamente dall’Austria padrona di casa. 

Un roster così ampio deriva dai brillanti risultati conseguiti negli ultimi anni tra le porte larghe: a titolo di esempio, ricordiamo come nell’ultima classifica di specialità di CdM ci furono due azzurre tra le dieci, tre tra le quindici, cinque tra le venti e sei tra le trenta, con altre due ragazze appena fuori. Anche nella World Cup Start List e nella lista Fis la situazione è particolarmente incoraggiante: oltretutto, tra ritiri e anni sabbatici, diverse componenti della squadra azzurra hanno scalato posizioni nella lista di partenza e così, a livello di pettorali, a Sölden l’Italia ne avrà ben otto tra le prime trenta.

Nel complesso, dunque, una formazione veramente competitiva, per la quale l’unico rimpianto – peraltro più volte evidenziato dall’allora tecnico Livio Magoni, il cui addio è stato quantomeno burrascoso – si è concretizzato sinora in un numero molto contenuto di podi a fronte di prestazioni di squadra eccellenti, con numerosi piazzamenti a ridosso delle primissime. Ci sono però tutte le potenzialità per innalzare ulteriormente l’asticella e, senza perdere un sempre ampio numero di ingressi in zona punti, ottenere qualche podio in più.

Di Federica Brignone abbiamo abbondantemente parlato pochi giorni fa, mentre Nadia Fanchini sembra sempre più gigantista anno dopo anno: d’altronde sarebbe folle mettere in discussione la tecnica di questa ragazza, che non rinuncerà – come quasi tutte le compagne – alla velocità ma probabilmente potrà trarre proprio dalle porte larghe le soddisfazioni maggiori, ripartendo dal bellissimo podio conquistato ad Are. Due veterane come Irene Curtoni e Manuela Moelgg non si sono arrese agli acciacchi dell’età e, anzi, hanno più volte dimostrato nell’ultimo inverno di avere nelle corde l’exploit: oltretutto, le due ragazze in questione rappresentano di fatto le uniche “slalomiste-gigantiste” mentre le altre azzurre sono più propense alle discipline veloci che non ai rapid gates.

Francesca Marsaglia ha riscoperto il gigante da un paio di stagioni e, spesso, ha vanificato prestazioni eccellenti con errori banali, tuttavia, proprio tramite i risultati ugualmente conseguiti, dimostra un potenziale notevole. Potenziale che non manca nemmeno ad Elena Curtoni: il suo problema di fondo è la scorrevolezza, che fortunatamente influisce molto poco nel gigante e dunque la più giovane delle due sorelle valtellinesi ha davvero il talento quantomeno per restare con continuità – altra dote che le è sinora mancata – nelle prime quindici.

La squadra si chiude con un quartetto giovane ed eterogeneo: anzitutto, una Nicole Agnelli che, finalmente lasciata in pace dai guai fisici, ha iniziato ad acquisire sicurezza e punti di Coppa del Mondo. La malenca è ancora tutta da scoprire come lo è Karoline Pichler, posto fisso garantito grazie alle magie di Coppa Europa (nonostante un infortunio l’abbia stoppata proprio sul più bello); dal gigante riparte poi Sofia Goggia, perseguitata come poche altre da incidenti di ogni genere, che ha duramente lavorato in estate per trovare stabilità nel gesto, ripartendo proprio da una specialità dalla quale poi si può spiccare il volo in velocità.

Infine, un capitolo a parte lo merita Marta Bassino: non sono tante le ragazze a poter vantare, a vent’anni da compiere a febbraio, due piazzamenti nella top ten in Coppa del Mondo. In prospettiva futura, è di gran lunga la cuneese il talento più bello dello sci alpino azzurro e uno dei più intriganti a livello mondiale: deve solamente essere lasciata in pace, in modo da lavorare senza pressioni e da continuare ad acquisire esperienza gara dopo gara. I risultati verranno di conseguenza, come sono già venuti sinora.

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foto: credit Fisi

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marco.regazzoni@oasport.it

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