Sci alpino: gli azzurri del futuro. Tanti nomi nuovi da scoprire

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In qualsiasi disciplina sportiva è importante poter contare non solo su atleti di vertice competitivi, ma anche su giovani talenti in grado, in prospettiva, di affiancare o sostituire quest’ultimi. Se ieri abbiamo analizzato le squadre di Coppa del Mondo (clicca qui per la formazione femminile e qui per quella maschile), oggi cerchiamo di approfondire il discorso relativo ai giovani sciatori alle spalle di questi gruppi.

A scanso di equivoci, consideriamo come giovani gli atleti nati dal 1993 in poi, pur escludendo da questo ragionamento chi sarà più o meno stabilmente nel massimo circuito, vedi Marta Bassino, Karoline Pichler, Henri Battilani o Simon Maurberger: dunque, ci rivolgiamo alle squadre Coppa Europa allenate da Alexander Prosch e Devid Salvadori. Un’ultima, decisiva precisazione: non c’è alcuna correlazione sicura tra quanto si fa a livello giovanile, o nei circuiti minori, e quanto si ottiene una volta sbarcati nell’élite mondiale. Vale per lo sci alpino come tutti gli altri sport, vale per l’Italia come per tutte le altre nazioni, vale sia in caso di risultati positivi, sia in caso di risultati negativi. Coppe del Mondo, Mondiali e Olimpiadi sono sempre e comunque tutta un’altra storia rispetto al resto.

Partiamo dal gruppo femminile e, in particolare, da due nomi che ci auguriamo di vedere sempre più in CdM dove comunque hanno già debuttato: ci riferiamo a Federica Sosio e Nicol Delago. Ventuno anni di Bormio, la Sosio è la campionessa del mondo categoria juniores di supergigante: un risultato giunto nel cuore di una stagione in cui i passi in avanti sono stati davvero notevoli, in tale disciplina come in discesa e anche in slalom, particolarità quest’ultima da non sottovalutare considerando il deficit cronico delle azzurre tra i pali snodati. Nel giro di un mese è entrata nelle dieci in Coppa Europa proprio in tre specialità, conseguendo anche un podio e il già citato titolo: l’ottimismo nel suo caso è d’obbligo, come lo è parlando di Nicol Delago, che ai Mondiali di Hafjell ha vinto il bronzo in discesa libera. Classe ’96, gardenese come Isolde Kostner, è una pura specialista di quella velocità spesso compressa nel circuito continentale, a causa degli inverni sempre più brevi, nel giro di due mesi: anche in tal caso ci attendiamo di ritrovarla spesso in CdM, per trovare continuità ed esperienza senza alcun obbligo di fare risultato nell’immediato.

Senza nulla togliere a due promettenti valdostane come Martina Perruchon e Jasmine Fiorano (peraltro specialiste dello slalom), a una Laura Pirovano argento nel gigante agli Eyof e a due velociste che hanno già dato segnali interessanti in Coppa Europa come Alessia Timon e Asja Zenere, vorremmo soffermarci un attimo in più su Jole Galli, Verena Gasslitter e Valentina Cillara Rossi. La livignasca sembra avere tutte le carte in regola per entrare di prepotenza in quel già folto gruppo di gigantiste-supergigantiste di notevole talento, ma ha bisogno di mettere insieme ancora altre gare significative nel circuito continentale; anche Gasslitter, diciannovenne altoatesina, risponde a queste caratteristiche, oltretutto il suo nome è sul taccuino sin da quando, due anni e mezzo fa, vinse gli Eyof in gigante. La genovese Cillara Rossi ha per ora fatto vedere le cose migliori in gigante, dove avrebbe già un livello da Coppa del Mondo se non fosse che l’Italia ha abbondanza di atlete in questa disciplina, tuttavia nell’ultima annata ha fatto segnare passi avanti anche in superg e discesa.

La squadra maschile sembra invece offrire qualche nome in meno, o perlomeno conta su un gruppo di atleti (i vari Paini, Sala, Cerbo) che hanno bisogno di fare ancora tanta strada in Coppa Europa prima di capire effettivamente le proprie prospettive. Così ci limitiamo a citare gli altri quattro che compongono il gruppo di Prosch, ovvero Fabian Bacher, Matteo De Vettori, Emanuele Buzzi e Daniele Sorio.

Buzzi, sappadino che compirà a breve 21 anni, è il più vicino al gruppo CdM, col quale ha già condiviso una parte importante della preparazione estiva: d’altronde ha già collezionato quattro pettorali di partenza tra i big, mentre in Coppa Europa è cresciuto con regolarità affermandosi come un buon interprete di discesa, superg e, non ultima, combinata. Il bresciano Sorio ha invece soltanto sfiorato il massimo circuito, prendendo ad esempio parte alle selezioni interne per l’opening del Rettenbach che hanno premiato Casse e Maurberger: così come ha sfiorato la medaglia iridata nel gigante di Hafjell, fornendo una prestazione di gran lunga superiore a quelle abitualmente sfornate in Coppa Europa, dove non è mai entrato nei venti.

Il trentino De Vettori, ragazzo del 1993, vanta un oro e un bronzo mondiali conquistati a Jasna nel 2014: da lì in poi tanti problemi fisici gli hanno impedito di spiccare il volo, così quest’anno ha bisogno di crescere nella challenge continentale, dove sinora vanta al massimo un nono posto, per poi porsi obiettivi più ambiziosi. Bacher, suo coetaneo, è tornato sugli sci nell’ultimo inverno dopo un’intera stagione di stop: qualche segnale incoraggiante è già arrivato soprattutto in slalom, dove ci sarebbe davvero bisogno di giovani ricambi, ma la strada da fare è ancora lunga e imprevedibile.

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foto: credit Fisi

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marco.regazzoni@oasport.it

2 thoughts on “Sci alpino: gli azzurri del futuro. Tanti nomi nuovi da scoprire”

  1. Francesco III d'Este, duca di Modena scrive:

    Due parole sulle due ragazze ormai proiettate verso la cdm.

    In attesa che il lavoro della squadra C (con le varie Midali, Krautgasser & c.) dia i frutti auspicati, la Sosio potrebbe essere effettivamente la slalomista di livello che ci manca ormai cronicamente… Senza che per questo trascuri la velocità eh!

    La Delago invece ha una caratteristica che fa la differenza ed è rara tra le azzurre: sa far scorrere molto bene lo sci sui tratti pianeggianti, tipo la Elena Fanchini dei primi anni… e in più è ben piazzata e solida fisicamente. E caratteristiche simili le ha anche la sorellina Nadia, che sta in squadra C: insieme potrebbero scrivere un bel romanzo familiare, condito da bei risultati.

    1. Marco Regazzoni scrive:

      Sulle più giovani tra le giovani non mi sono espresso perché non ho mai avuto modo di vederle sciare e poi, in molti casi, si tratta di ragazze che hanno davvero poca esperienza in Coppa Europa, perciò diventa prematuro proiettarle in CdM. Però è indubbiamente vero che anche di Nadia Delago si parla molto bene, ma prima di valutarla in prospettiva futura preferisco aspettare. Per il resto condivido ogni virgola.

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