Scherma, Coppa del Mondo: si riparte con la sciabola tra Francia e Ungheria

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La Coppa del Mondo di scherma ha terminato il suo primo “giro”. Tre weekend dedicati a tre armi diverse, in cui l’Italia ha vinto solo una volta – con il solito Dream Team di fioretto – e ha palesato qualche difficoltà di troppo soprattutto nella spada femminile, scivolata momentaneamente fuori da Rio 2016. Da questo fine settimana comincerà la seconda tornata di gare prima dei Grand Prix che chiuderanno il 2015 solare. La partenza, ancora una volta, sarà affidata alla sciabola.

Dopo Caracas, le donne torneranno in Europa per la tradizionale tappa francese di Orleans, casa delle transalpine attualmente terze nel ranking olimpico ma sconfitte proprio dalle azzurre in Venezuela. Se Russia e Ucraina, sia nell’individuale (soprattutto con Sofya Velikaya e Olga Kharlan) che nella prova a squadre, sembrano un gradino sopra alla concorrenza, ben più equilibrata è la lotta per le altre posizioni di classifica, comunque prestigiose. Non ci sono infatti solo gli Usa di Mariel Zagunis. Lo sa bene Rossella Gregorio, che ormai da un anno abbondante naviga a ridosso del gradino più basso del podio – conquistato anche a inizio stagione – e che lavora sodo per colmare il gap con le rivali. La strada non è semplice, ma il talento della campana si è già messo in luce più volte.

E lo sa bene anche il ct Giovanni Sirovich, che guida un quartetto forse meno brillante rispetto alle altre specialità che, però, è in piena corsa per l’obiettivo minimo del quadriennio, la qualificazione alle Olimpiadi. A Caracas le azzurre, senza Ilaria Bianco ferma per un’operazione alla schiena, si sono classificate quarte, ma al momento sarebbero in Brasile solo grazie all’assenza di una nazione africana tra le prime sedici del ranking Fie. Va da sé, dunque, che i quattro punti che separano l’Italia dalla Polonia saranno i primi da guadagnare, per mettersi in una posizione più tranquilla in vista delle ultime due tappe – decisive – di inizio 2016. Confermata Irene Vecchi, il dubbio del ct è sempre uno: chi tra Loreta Gulotta, Martina Petraglia e Lucrezia Sinigalia? Purtroppo a livello individuale tutte e tre faticano ancora a centrare (almeno) la finale a otto e, dunque, le garanzie sono relative.

Chi non ha problemi di prova a squadre, perché purtroppo a Rio 2016 è esclusa dalla rotazione, è la sciabola maschile, medaglia d’oro mondiale in carica. Il focus degli uomini, dunque, è interamente rivolto verso i due posti singoli. E anche qui non manca la concorrenza, oltre che un pizzico di difficoltà viste le prestazioni sottotono di Mosca e Tbilisi. Ma Aldo Montano e Diego Occhiuzzi, i due “veterani” al momento in pole position per volare in Brasile, hanno tutta l’esperienza e il carisma necessari per piazzare le zampate decisive nei momenti giusti.

Chi può inserire loro i bastoni tra le ruote, tentando una rimonta estrema, è il 21enne Luca Curatoli, che in pochissimi mesi ha bruciato le tappe e, da dominatore giovanile, ha tirato con la personalità di un fuoriclasse nell’assalto sulla Russia che è valso l’iride a luglio. Senza pressioni, il napoletano potrebbe far saltare il banco più di Enrico Berrè e Luigi Samele. L’appuntamento è a Budapest, sede dei Mondiali 2013, con la speranza di tornare a calcare un podio individuale che manca dallo scorso febbraio a Varsavia.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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