Rugby, Mondiali 2015: le statistiche dopo la fase a gironi. Lotta Habana-Savea tra i metamen, Minto super nei placcaggi

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Il primo step dei Mondiali 2015 di rugby è andato in archivio con una fase a gironi intensa e mai banale, ricca di emozioni e di partite entusiasmanti. Da sabato si comincerà a fare sul serio con i quarti di finale, ma prima andiamo ad analizzare attraverso i numeri le prime tre settimane di una Coppa del Mondo ovale sempre più da record. Uno dei tanti che verrà infranto è il numero degli spettatori occorsi sugli spalti, ben 1.881.023 spalmati su quaranta partita con una media davvero ragguardevole di 47.025 per match. Con otto partite da giocare, di cui cinque a Twickenham, il record di spettatori complessivi appartenente per ora a Francia 2007 dovrebbe essere superato piuttosto facilmente.

Ma passiamo al campo. Il miglior realizzatore della kermesse, fin qui, è stato Greig Laidlaw (Scozia) con 60 punti, primato che difficilmente manterrà sino al termine visto il difficile quarto di finale a cui sono chiamati gli scozzesi (contro l’Australia). Alle sue spalle si piazzano uno dei trascinatori del sorprendente Giappone, l’estremo Ayumu Goromaru con 58, e il mediano d’apertura dell’Australia, Bernard Foley, a quota 56 (di cui 28 nella vittoria contro l’Inghilterra). Sesto Tommaso Allan, con 46.

Per il titolo di maggior numero di mete segnate, invece, al momento è una lotta a due tra i due metaman più devastanti nel panorama mondiale: da una parte Julian Savea (All Blacks), dall’altra Bryan Habana (Sudafrica). Entrambi sono a quota 5, davanti ad un quartetto formato da van der Merwe, Pietersen, Milner-Skudder e Davies (a 4).

Il canadese DTH van der Merwe, a conferma del suo straordinario Mondiale, è però in testa alla classifica del maggior numero di metri fatti palla in mano, ben 389. Il secondo, il tongano Telusa Veainu, è staccato a quota 351, con l’inglese Mike Brown terzo a 331. Il neozelandese Ben Smith sembra essere l’unico in grado di scavalcarli, essendo quarto a 309 metri percorsi.

I numeri, inoltre, confermano anche lo straordinario rendimento del terza linea giapponese Michael Leitch, in testa sia alla graduatoria del maggior numero di corse palla in mano sia a quella del maggior numero di corse oltre la linea del vantaggio, rispettivamente con 60 e con 36. Nella prima, alle sue spalle si piazzano la stella statunitense Samu Manoa (57) e il sudafricano Schalk Burger (54), mentre nella seconda il nipponico sopravanza l’irlandese Sean O’Brien (29) e il canadese Ciaran Hearn (27).

Nella classifica del maggior numero di break creati, invece, spicca l’inglese Anthony Watson, uno dei migliori tra i padroni di casa. La giovane ala è al comando a quota 11, seguito da un manipolo di sei uomini a quota 8: gli All Blacks Milner-Skudder e Ben Smith, il solito Habana, l’argentino Imhoff, il tongano Veainu e l’inglese Mike Brown.

Nelle statistiche trova un po’ di gloria anche l’Italia grazie a Francesco Minto, in testa alla classifica di chi ha compiuto più placcaggi con 51 insieme al solito ed onnipresente Michael Leitch. A quota 50 inseguono il sudafricano Lodewyk de Jager, il namibiano Torsten Van Jaarsveld e l’uruguaiano Santiago Vilaseca.

Non poteva che esserci David Pocock, invece, come leader nella classifica del maggior numero di palloni recuperati . Il fenomenale terza linea australiano ne ha strappati ben 10 in quattro partite, sopravanzando il figiano Nakarawa e il capitano francese Thierry Dusatoir.

Leone Nakarawa che, dal canto suo, ha dimostrato una volta di più tutto il proprio estro (stiamo parlando di una seconda-terza linea) e le sue splendide mani, confezionando ben dieci offload. Il figiano, nella fase a gironi, ne ha distribuiti di più rispetto al totem georgiano Gorgodze (8) e ad un vero e proprio maestro del settore qual è Sonny Bill Williams (7).

Le statistiche di squadra, invece, premiano l’Argentina come miglior realizzatrice di punti con 179 (44 a partita), davanti al Sudafrica (176) e alla Nuova Zelanda (174). Ad aver marcato più mete è la Nuova Zelanda con 25, con il podio sempre formato da Springboks (23) e Pumas (22).

Anche i numeri raccontano di un Mondiale difficile per l’Italia, non tanto per quanto riguarda la prolificità (12esima per punti segnati, 15esima per mete realizzate ma segnare tanto è un tallone d’Achille per gli azzurri), ma per quanto riguarda la capacità di fare male agli avversari. Gli azzurri sono 17esimi per corse palla in mano (378), 16esimi per corse oltre la linea del vantaggio (143), ancora 17esimi per break creati (appena 15) e 15esimi per metri percorsi palla in mano (1350).

A QUESTO LINK TUTTE LE STATISTICHE DELLA FASE A GIRONI

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daniele.pansardi@oasport.it

Credit FotosportIT/FIR

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