Rugby, Mondiali 2015: le pagelle di Italia-Romania. Brunel in confusione totale, Gori il migliore

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L’Italia archivia i Mondiali 2015 con una vittoria sulla Romania per 32-22, che le consente di volare direttamente in Giappone per la Coppa del Mondo 2019. Ma, di fatto, è l’unica nota positiva di un’altra giornata ancora negativa per gli azzurri. Le pagelle.

Luke McLean, voto 5,5: comincia male non trovando una touche, poi sale di giri insieme al resto della squadra e svolge il compitino senza sbavature. Garantisce copertura nel poco gioco tattico della partita, ma raramente fa la differenza ripartendo palla in mano.

Leonardo Sarto, voto 6,5: questi Mondiali sembrano aver consegnato alla nazionale un giocatore cresciuto, in particolare a livello attitudinale. Non si tira mai indietro in difesa, in attacco è sempre una spina nel fianco della Romania e si fa trovare pronto sul bel break di Campagnaro, aprendo le danze con la prima meta.

Michele Campagnaro, voto 6,5: gioca soltanto poco più di mezzora, quanto basta per propiziare la meta di Sarto e per rendersi pericoloso nelle (poche) occasioni avute a disposizione. Anch’egli in crescita dopo il brutto esordio contro la Francia.

Tommaso Benvenuti, voto 5,5: senza infamia, ma senza nemmeno troppa lode. Anzi. Il centro ex Treviso non riesce ancora a ritrovarsi e non crea nessuna situazione pericolosa, come invece dovrebbe fare contro avversari inferiori tecnicamente.

Giovanbattista Venditti, voto 5: i suoi limiti tecnici e di handling vengono fuori troppo spesso in una partita in cui avrebbe dovuto mettere in seria difficoltà la difesa romena. L’abruzzese, invece, si accende soltanto ad intermittenza e senza fare la differenza.

Tommaso Allan, voto 7: nel gioco tattico può (deve) ancora migliorare, ma per il resto oggi è praticamente impeccabile. L’evidente divario tecnico tra le due squadre gli permette di provare maggiori soluzioni e con maggiore tranquillità, come ad esempio attaccare la linea a più riprese: intraprendenza premiata anche con una meta. Solido in cabina di regia e in difesa.

Edoardo Gori, voto 7: la coppia con Allan diventa sempre più affiatata partita dopo partita. Come l’italo-scozzese, il toscano approfitta del livello più basso degli avversari per gestire il match a proprio piacimento, mettendo spesso e volentieri in croce la difesa romena. I suoi affondi fanno male e alla fine il suo tabellino recita una meta ed un assist. Meritato Man of the Match.

Alessandro Zanni, voto 6,5: quella di ball carrier non è la sua posizione abituale, ma il friulano dimostra di saperla interpretare al meglio e disputa una prova maiuscola, senza nessuna sbavatura in ambedue le fasi. In touche è una certezza, chiedergli lo stesso lavoro di Parisse sarebbe deleterio ma lui si fa sempre trovare pronto.

Simone Favaro, voto 7: il solito leone. Macina un placcaggio dopo l’altro, guadagnando sempre qualche metro ad ogni impatto e contribuendo in maniera fondamentale ad una difesa italiana attenta e spesso in avanzamento. In attacco non è un ball carrier, ma la sua presenza si fa sentire. Al momento della sua uscita dal campo, poi, si spegne la luce. Non può essere un caso.

Francesco Minto, voto 6,5: anche per lui un Mondiale in crescita, dopo il difficile esordio contro la Francia. E’ sempre presente in giro per il campo, pronto a chiudere la porta in faccia alle avanzate romene. Partecipa attivamente alla trincea del primo tempo, ma non può nulla nel finale.

Joshua Furno, voto 6: ordinaria amministrazione per il seconda linea, molto attivo nel gioco aperto. Eppure, l’impressione è che avrebbe potuto dare qualcosa in più.

Quintin Geldenhuys, voto 6,5: voto più alto rispetto al suo compagno di reparto anche per la decisione saggia di far calciare Allan nel secondo tempo, senza andare per una quinta meta che forse non sarebbe arrivata visto come stava girando il match. Per il resto, solita applicazione e grande lavoro oscuro.

Lorenzo Cittadini, voto 6,5: nel gioco aperto non gli si può chiedere molto, ma in mischia è il dominatore incontrastato della partita.

Andrea Manici, voto 6: in touche la situazione non poteva che migliorare rispetto al match contro l’Irlanda, ma permane ancora qualche incertezza in alcuni lanci. In campo aperto si conferma però un giocatore solido ed affidabile.

Matias Aguero, voto 6,5: è la sua ultima partita in azzurro e lascia senz’altro un ottimo ricordo. In mischia contribuisce in maniera importante al dominio azzurro, ma si batte alla grande anche nel gioco aperto. Si prende qualche rivincita su chi lo definiva vecchio e inutile.

Davide Giazzon, voto 5: la touche torna ad essere un colabrodo con il suo ingresso. Impatto negativo, sia sulla partita che sull’intero Mondiale.

Alberto De Marchi, voto 4,5: se la lotta interna era indubbiamente tra i soli Aguero e Rizzo un motivo c’era ed è da ricercare nell’ultimo anno del pilone veneto, in totale regresso rispetto a due stagioni fa. Con il suo ingresso la mischia passa sotto il controllo romeno.

Dario Chistolini, voto 5: alla pari di De Marchi, anche il pilone delle Zebre spreca una ghiotta chance per mettersi in mostra e fatica tantissimo in mischia, anche se le difficoltà maggiori provenivano dal lato sinistro.

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Samuela Vunisa, voto 5: non era certamente il giocatore adatto ad entrare dalla panchina, vista la situazione favorevole alla Romania e un’Italia complessivamente molle. E il suo impatto infatti è nullo. Ma la colpa, come spesso accade, è di chi lo ha portato fin lì.

Guglielmo Palazzani, voto 5: entra da estremo, finisce da mediano di mischia. La confusione tattica creata da Brunel non lo aiuta di certo, ma lui fa ben poco per aiutare la squadra e si fa infinocchiare su un calcio tattico degli avversari, da cui scaturirà poi una meta.

Carlo Canna, voto 5: anche nel suo caso non può essere soltanto colpa sua, visto che Brunel lo manda in campo inspiegabilmente da estremo. Il beneventano, comunque, non si adatta minimamente alla situazione e da un suo posizionamento errato nasce la terza meta romena nel finale. Ancora molto acerbo.

Enrico Bacchin, voto 6: entra e non sfigura, mette in croce i romeni nel secondo tempo con un gran break ma poi non vede Sarto al proprio fianco. Buone potenzialità, ma tutte da sviluppare.

All. Jacques Brunel, voto 2: il suo Mondiale disastroso finisce nel peggiore dei modi. Porta Vunisa in panchina perché “serve un ball carrier”, peccato che poi l’italo-figiano entri al posto di Favaro (un flanker puro) e non al posto di Zanni, il suo naturale ricambio. E intanto un altro flanker, un certo Mauro Bergamasco, era lasciato a marcire in tribuna, invece di prendere le redini di una squadra allo sbando nell’ultimo quarto d’ora. Le ciliegine sulla torta, poi, sono gli ingressi scriteriati di Palazzani e Canna, il primo fatto girare come una trottola e il secondo piazzato fuori ruolo.

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Foto: FotosportIT/FIR

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