MotoGP, GP Giappone 2015: tutti aspettano un corpo a corpo Valentino Rossi-Jorge Lorenzo. Tranne lo spagnolo…

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Uno lo vuole, l’altro lo eviterebbe volentieri, tutti lo aspettano con ansia per aggiungere emozioni e adrenalina ad un antagonismo – sportivo, s’intende – che ha già regalato spunti a fiumi. Di chi e cosa parliamo? Di Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, degli appassionati di motorsport e di un decisivo duello corpo a corpo tra i due nobili centauri che si stanno contendendo la Corona della MotoGP 2015.

In questa stagione, per una ragione o per un’altra (meteo, posizione sulla griglia di partenza, sviluppi gara, “terzi incomodi”, errori individuali, ecc.), sono mancati un po’ a tutti i tifosi del motociclismo a sommi livelli, imparziali e non, gli scontri in pista “carena vs carena” tra i compagni di box Yamaha che stanno esaltando il Motomondiale. Sicuramente, l’assenza fin qui di epici duelli all’ultima curva tra Rossi e Lorenzo è stata più frutto del caso che di scelte consapevoli o addirittura di mirate strategie, tuttavia appare evidente che il maiorchino farebbe a meno, nelle ultime quattro gare in calendario, di ritrovarsi ad inseguire il suo quinto alloro iridato passando per contatti ravvicinati con il suo più anziano team-mate. A causa delle sue caratteristiche di guida, della sua personalità e, chissà, per colpa di una spalla che potrebbe limitarne la tenuta fisica, quindi inevitabilmente, anche quella mentale

Il Twin Ring di Motegi piace talmente tanto a Jorge Lorenzo da essere riuscito a vincere anche nel giorno più bello per la Honda, che un anno fa avrebbe voluto festeggiare con una vittoria sulla pista di proprietà il mondiale conquistato dal cannibale Marc Marquez. E invece la spuntò Lorenzo, dando un secondo e sei decimi al fenomeno di Cervera e un ulteriore secondo al Dottore. Così come avvenne anche nel 2013, quando Jorge ottenne pole position, giro veloce e vittoria.

Il Dottore, alla sua ventesima stagione nel Motomondiale, ha realizzato in totale 61 pole position e 93 giri veloci; Por Fuera, 59 pole e 30 giri veloci, dopo nemmeno quattordici intere annate nel Circus. Al di là dell’utilità di certi numeri e dei precedenti, però, si possono individuare dei punti fermi attuali: Jorge Lorenzo ha dalla sua la velocità, per ammissione dello stesso Valentino Rossi, l’iberico è più veloce e quando accende la modalità martillo diventa difficile per chiunque prenderlo. Abile in qualifica, vero e proprio handicap di Rossi nel 2015, difficilmente non ottiene la prima fila, condizione imprescindibile per provare a dominare una gara lontano dalla bagarre. L’esatto contrario di Rossi che, invece, è spesso costretto a recuperare posizioni attraverso rimonte dispendiose, ma che ha dalla sua coraggio (vedi Aragon-Pedrosa) e quel tocco di smaliziata esperienza (vedi Silverstone e Misano) decisivi nei momenti cruciali. Di recente, il capotecnico di Vale, Silvano Galbusera, lo ha descritto come “l’uomo della domenica, un animale da gara che guida sopra i limiti della moto”… Occorrono altre precisazioni?!

Nel 2010 (ultima stagione del Rossi-Yamaha 1.0, terzo anno di Lorenzo con la Casa di Iwata) Vale e Jorge ingaggiarono a Motegi un ferino corpo a corpo che non piacque per niente all’allora Team Principal Masao Furusawa. In compenso, quell’autentico show durato quasi tre minuti fece impazzire i motofili di tutto il globo. Pur essendo da sempre un malcelato sostenitore dell’italiano, il giapponese ravvisò delle manovre “troppo aggressive” nei confronti del compagno di squadra, che a sua volta sottolineò nell’intervista post-gara come Rossi avesse un pochino esagerato…

Ci sarà un ghiotto déjà-vu domenica prossima? I due contendenti saranno ancora divisi dagli “arbitri” (e reali padroni di casa, in questo weekend) della Honda? Ci penseranno Iannone e Dovizioso a dare una mano involontaria al Dottore italico, magari interponendosi al traguardo tra Valentino e Jorge? Oggi non si possono avere risposte a questi dubbi shakespeariani, ma si possono avere almeno due assolute certezze: se intestina battaglia corpo a corpo sarà non ci saranno esclusioni di colpi, derivanti da un molto teorico comune senso di appartenenza, e ne uscirà vincitore – parziale – il più forte, scaltro e temerario.

 

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