Ginnastica, Simone Biles nella leggenda! Campionessa del Mondo: epica terza volta. Douglas e Iordache si inchinano

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Ufficialmente è entrata nella leggenda. Simone Biles ha rivoluzionato un’altra volta l’Universo della Polvere di Magnesio laureandosi Campionessa del Mondo per la terza volta consecutiva: dopo le apoteosi di Anversa 2013 e Nanning 2014, la statunitense trionfa anche all’SSE Hydro e conquista il terzo titolo iridato consecutivo nel concorso generale, impresa mai riuscita nella storia della ginnastica artistica!

La 18enne di Columbus, che non perde una gara da due anni e mezzo, ha acciuffato così la tripletta dell’icona Svetlana Khorkina, icona dell’intero movimento che salì sul gradino più alto del podio nel 1997, 2001 e 2003. La russa non riuscì a primeggiare nel 1999, esclusa nel turno di qualificazione.

 

L’allieva di Aimee Boorman, dominatrice incontrastata del circuito e unica capace di toccare certe vette acrobatiche, non ha esibito la miglior gara della carriera, probabilmente soffrendo un po’ la pressione di un momento che l’artistica aspetta da una vita. Nonostante questo ha sfondato il muro dei 60 punti (60.399) per la terza volta consecutiva nella finale iridata, unica a riuscirci, ancora una volta (nel turno eliminatorio aveva abbattuto addirittura i 61, mai così in alto a un Mondiale, senza dimenticare gli over 62 dell’American Cup e del Trofeo di Jesolo).

Si è salvata clamorosamente sulla trave da una caduta che sembrava fatta poggiando le mani sul legno (14.400 nonostante un errore davvero importante), è uscita di pedana sulla seconda diagonale al corpo libero (doppio teso con mezzo giro, ma nonostante questo tocca comunque quota 15.266), ha commesso un passo in avanti sull’Amanar al volteggio (15.833), egregia alle parallele (14.900). Parliamo di quattro routine meravigliose, sontuose e imprendibili per tutte, a ricerca del pelo dell’uovo per esaltare ulteriormente la capacità di dominare.

La ginnastica artistica ha trovato, se ci fosse ulteriore bisogno di conferma, la sua eroina di rappresentanza che ora volerà a Rio 2016 per chiudere un quadriennio magico col trionfo alle Olimpiadi.

 

Altro momento storico perché per la prima volta su un podio internazionale salgono due atlete di colore. L’argento, infatti, finisce al collo di Gabby Douglas (59.316). La Campionessa Olimpica si è resa protagonista di uno dei ritorni più belli degli ultimi anni di ginnastica: dopo l’apoteosi di Londra 2012 si era presa due anni abbondanti di pausa, è rientrata la scorsa primavera a Jesolo e oggi la grande soddisfazione mondiale, dopo che quattro anni fa a Tokyo aveva comunque conquistato l’oro a squadre (proprio come a Glasgow 2015).

Eccellente il doppio avvitamento iniziale (15.300) e che belle parallele da 15.033, poi esegue una buona trave (14.400) e lì fiuta la possibilità dell’argento che arriverà con un ordinato esercizio al corpo libero (14.583): a Londra vinse la battaglia campale con Vika Komova per l’oro a cinque cerchi, oggi è riuscita a lasciarsi dietro Larisa Iordache che aveva provato ad attaccarla.

 

Allo Scoiattolo Volante serviva un 14.400 al quadrato per scavalcare la rumena e ha compiuto la missione. Lo scricciolo di Bucarest, dopo il pessimo turno di qualificazione, è riuscita a riscattarsi e a confermarsi sul podio iridato dopo l’argento di Nanning 2014. Oggi Larisa (59.107) si è lasciata alle spalle le lacrime di venerdì mattina e ha ridato lustro al suo Paese. Ha iniziato alla trave (14.766) rincorrendo le avversarie da lontano, poi ha piazzato il 14.475 al corpo libero e al volteggio (15.033) ha concretamente capito di potercela fare. Alle parallele (14.800) è andata a riprendere la cinese Chang Shunsong (poi quarta con 58.265, paga il troppo semplice avvitamento al volteggio dopo una bella gara tra le parallele da 15.166 e la trave da 14.700) sognando di scavalcare anche la Douglas.

Quinta la svizzera Giulia Steingruber (57.333, seconda in qualifica ma oggi caduta dalla trave), sesta la giapponese Mai Murakami (57.132), settima la canadese Elsabeth Black (56.758), ottava la rumena Laura Jurca (56.732). Ricordiamo che le migliore otto in classifica guadagnano il diploma ufficiale da parte della Federazione Internazionale e la qualificazione alla prossima Coppa del Mondo (se vorranno parteciparci).

 

Bellissima prova anche da parte delle italiane. Carlotta Ferlito ha chiuso la sua terza finale all-around al 12esimo posto (55.740), a un solo millesimo dalla Wang e a due centesimi dalla Seitz: la top ten sarebbe stato un ulteriore premio per la siciliana in un’eccellente rassegna iridata. Spettacolare il 14.441 alla trave (terzo punteggio assoluto di giornata), poi 13.633 al quadrato, 14.066 alla tavola e 13.600 alle paralle.

Tea Ugrin, che ha preso il posto di Vanessa Ferrari, conclude al 14esimo posto la sua prima finale mondiale (55.565: spettacolare 14.000 alle parallele, accompagnato dal 14.066 al volteggio, 13.766 alla trave, 13.733 al corpo libero). Una settimana da incorniciare per la triestina che è praticamente stata sempre perfetta. L’Italia ora rimane in corsa con Erika Fasana, impegnata domenica nella finale di specialità al corpo libero.

Solo 15esima la russa Seda Tutkhalyan (55.432), pessimo risultato per l’armata dei coniugi Rodionenko dopo il quarto posto nella gara a squadre. L’olandese Lieke Wevers non riesce a confermarsi al vertice e scivola al 13esimo posto (55.632). Da evidenziare il 15.233 della tedesca Elisabeth Seitz, miglior punteggio di giornata alle parallele.

 

(foto Johng Cheng)

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