Ginnastica, Mondiali 2015 – Le pagelle delle qualifiche: Biles stellare, sprofonda Iordache, che Komova, super Italia, tutte le big e…

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Il turno di qualificazione femminile dei Mondiali 2015 di ginnastica ha espresso i suoi verdetti. Diamo i voti alle ragazze che più i sono messe in mostra, in positivo e in negativo. Di seguito le nostre pagelle.

 

CLICCA QUI PER LA PAGELLE DELL’ITALIA (scritte dopo la gara di venerdì, precisiamo che Erika si è effettivamente qualificata alla finale del copro libero mentre Carlotta è rimasta fuori da quella alla trave per la regola dei parimeriti) 

 

SIMONE BILES: 10. Ogni commento è superfluo, per lei parlano solo i numeri. Al comando in quattro classifiche individuali su cinque (generale, volteggio, trave, libero), un dominio imbarazzante: 4 punti di vantaggio sulla più immediata “inseguitrice”. Fa uno sport a parte e una gara a sé, con una ginnastica inarrivabile per qualsiasi avversaria. Tocca i 16 punti col suo Amanar, li sfiora con un libero da urlo, esagerata alla trave, ci mancava poco che fosse la seconda statunitense alle parallele. Aggettivi già sprecati in ormai tre anni di rivoluzione pura che ne fanno un’autentica aliena.

 

LARISA IORDACHE: 4. La gara peggiore della carriera nel momento più importante. La vicecampionessa del Mondo si eclissa quando deve prendersi sulle spalle l’intera Romania. Lo aveva già fatto a Nanning con ben altri esiti ma questa volta la pressione è troppo alta e lo scricciolo di Bucarest crolla psicologicamente, affondando insieme all’intera Nazione che per la prima volta in mezzo secolo è costretta a rinunciare a una finale iridata a squadre e soprattutto dovrà passare dal Test Event per andare alle Olimpiadi.

Uno psicodramma in una delle culle dell’artistica, alimentato dalle due cadute della sua numero 1: cade dalla sua trave (dopo i due capitomboli nelle finali 2013 e 2014 questa volta deve arrendersi anche prima), mette piede a terra dalle parallele, non esegue un corpo libero favoloso come ci ha abituato. Fuori da tutte le finali di specialità, 16esima nel concorso generale dove giovedì sarà chiamata a difendere l’argento (può farcela, dovrà però recuperare mentalmente).

 

VIKTORIA KOMOVA: 8. Uno dei più bei ritorni dell’artistica contemporanea, al pari di quello di alcune Fierce Five o delle stelle rumene. Si rivede a un Mondiale dopo l’apoteosi di Tokyo 2011 e da vicecampionessa olimpica all-around, con alle spalle tre stagioni tribolate e ricche di problemi fisici. La russa giganteggia alle parallele asimmetriche, chiude al secondo posto e sabato prossimo lotterà per riprendersi lo scettro. Non paga conquista anche l’atto conclusivo alla trave sbattendo fuori la Kharenkova e che peccato non averla vista sul giro completo (bastava un modesto 13 al corpo libero per essere seconda): ci avrebbe fatto divertire alla faccia di chi ha detto di non averla vista in forma durante la prova podio…

 

GABBY DOUGLAS: 6,5. La Campionessa Olimpica ha svolto il suo compito ma non è stata la gara perfetta che si sarebbe aspettata. La caduta alla trave le pesa moralmente, alle parallele si prende la finale di specialità per un soffio (negando l’en-plein alla Biles), per il resto è anche abbastanza contenitiva (per i suoi livelli s’intende) e sfrutta al meglio la giornata no della Raisman per agguantare l’atto conclusivo all-around pagando comunque dalla Steingruber.

ALY RAISMAN: 5. Purtroppo non è stato il suo giorno migliore, non riuscendo a raggiungere neanche uno dei obiettivi che si era prefissa. Da Campionessa Olimpica di specialità non conquista la finale al corpo libero, per merito sì di Maggie Nichols ma anche per demerito suo che esce di pedana in prima diagonale e non realizza un punteggio monstre (oltre che per colpa dell’assurda regola dei passaporti ma non torniamoci sopra). Cade dalle parallele gettando all’aria le speranze di battere la Douglas e di disputare la finale all-around dove la seconda statunitense sarebbe partita per una medaglia.

SHANG CHUNSONG, FAN YILIN e LE CINESI: 5. Troppi errori per le asiatiche. Le parallele, loro abituale terreno di caccia, sono semi disastrose (si salva appunto la super Fan Yilin grazie alle sue super difficoltà da 6.8 che per questo motivo merita un 7 in pagella), la capitana fatica un po’ ovunque ed è indietro anche nel giro capitano. Ci si aspettava molto, molto, molto di più. Il fatto che siamo rimasti davanti all’Italia di soli sette decimi (senza nulla togliere alla strepitosa prova delle azzurre) la dice tutta sulla loro brutta gara.

 

GIULIA STEINGRUBER: 8. La Campionessa d’Europa non delude e raggiunge ampiamente tutti gli obiettivi che si era prefissa: trascina la Svizzera al Test Event (il compito più difficile), conquista due stupende finali al corpo libero e al volteggio con delle performance estremamente convincenti, nonostante la caduta alla trave (unica sbavatura della sua gara) è seconda nel concorso generale alle spalle di Simone Biles e giovedì lotterà per una clamorosa medaglia dopo l’oro di Montpellier.

ELSABETH BLACK: 8. Si comporta da vera capitana, trascina il Canada alle Olimpiadi con una prova integra che la porta anche al quarto posto nell’all-around grazie anche a una superlativa trave da 14.600.

LIEKE WEVERS: 8. Ci pensa lei a guidare una sorprendente Olanda che firma il miracolo ginnico del triennio qualificandosi alle Olimpiadi da outsider. Quinta nel generale e un sabato indimenticabile. La sorella SANNE è seconda alla trave! Superlative.

 

BRENNA DOWELL: 10. Un numero d’antologia che ha già fatto il giro del Mondo. L’esercizio al corpo libero senza musica, accompagnata solo dagli applausi del pubblico. Parte con la base sbagliata, il cronometro scorre, non può uscire di pedana per non incappare nello 0.000 e allora gareggia nel vuoto sonore. Il massimo solo per questa impresa.

MAGGIE NICHOLS: 8. Meritava il posto da all-arounder al posto di Douglas o Raisman. Lo ha fatto abbondantemente capire nei tre esercizi lasciatele da Martha Karolyi (probabilmente al primo errore tecnico della carriera, ma il peso delle due Campionesse Olimpiche era troppo elevato). Si prende una meritatissima finale al corpo libero (14.700) e che Amanar spettacolare al volteggio.

 

DARIA SPIRIDONOVA, KSENIA AFANASEVA, MARIA PASEKA: 8. Come ci si aspettava ognuna fa egregiamente il suo compito al proprio attrezzo trascinando la Russia al secondo posto. Prima alle parallele, quarta al libero, seconda al volteggio e i coniugi Rodionenko iniziano a sorridere.

DIPA KARMAKAR: 10. Tutta l’India è in festa! Ci pensa la volteggista a regalare la prima storica finale a un Mondiale di ginnastica artistica per questo Paese. Il suo Produnova si perfeziona quanto basta (è ancora lontano dalla perfeziona) per esultare come non mai.

GRAN BRETAGNA: 8. Terzo posto con la squadra, facile qualificazione olimpica, buona prova complessivamente anche se con sbavature finali agli staggi. Amy Tinkler bene nel generale, Claudia Fragapane in finale al libero, Harrold in finale alle parallele, Ellie Downie se ne prende addirittura due (quadrato e volteggio) ma l’attesa sorella Rebecca è insufficiente perché rimane fuori dalla finale alle parallele cadendo rovinosamente e addio sogni di gloria davanti al proprio pubblico per la Campionesse d’Europa 2015.

SAE MIYAKAWA: 9. Ma che esercizio al corpo libero! La 16enne nipponica incanta tutti grazie a delle diagonali di difficoltà inaudite e si prende il secondo posto alle spalle solo dell’alieno Biles. (14.900).

HONG UN JONG: 8,5. Cheng, Amanar e via. La Campionessa del Mondo in carica e Olimpica 2008 incomincia così la rincorsa al titolo ma sarà battaglia con Biles e Paseka.

OKSANA CHUSOVITINA – Il coraggio è stato tantissimo, merita stima infinita per averci provato a 40 anni ma il Produnova è stato un azzardo che non ha pagato.

 

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