F1, Lewis Hamilton cannibale in un Mondiale senza rivali

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Con la doppia vittoria di Austin, Lewis Hamilton ha eguagliato il suo idolo di sempre Senna per numero di titoli conquistati, palesando durante tutto il Mondiale 2015 una superiorità in pista a tratti imbarazzante per i diretti avversari. O presunti tali… Lo sventurato Nico Rosberg, la concorrenza più accreditata alla vigilia e in itinere, ha annaspato continuamente, è stato poco incisivo e mai convincente del tutto nel ruolo di antagonista “cattivo” del “supercattivo” tiranno iridato il quale, da par suo, non ha perso nemmeno un’occasione per demolire psico-agonisticamente il tenero compagno di squadra. Sebastian Vettel, invece, ha fatto – ottimamente – quel che poteva, a bordo di una Ferrari tecnicamente non ancora in grado di spezzare in modo letale le Frecce d’Argento.

Il dominio di Hamilton è stato il perfetto riflesso di quello del suo Team, in appena tre occasioni infastidito dal ritorno del Cavallino, unica scuderia in grado di impedire, sino ad oggi, l’en plein Mercedes per ciò che concerne i Gran Premi vinti. Per gestire una stagione oggettivamente tenuta sempre in pugno, Lewis ha dovuto in primis gestire al meglio il suo ben noto, esuberante talento, quell’istinto velocistico che continua a procurargli qualche passaggio a vuoto di troppo (vedi Pricipato di Monaco, Austria e Ungheria).

L’orgoglio di Stevenage ha corso un Campionato da protagonista assoluto, quasi a sé: 11 pole, 10 vittorie e 14 podi totali, su sedici gare fin qui disputate. Dopo la vittoria all’esordio in Australia, sono arrivati il secondo posto in Malesia e la doppietta di vittorie in Bahrain e Cina. Hamilton è poi tornato al successo in Canada, settimo appuntamento stagionale, dopo i podi di Barcellona e Montecarlo; a seguire, si è tolto anche lo sfizio di trionfare nel Gran Premio di casa e conquistare la vittoria sugli storici tracciati di Spa-Francorchamps e Monza. Dopo il ritiro di Singapore (un unicum), sono arrivati altri due primi posti, in Giappone e Russia.
Un ruolino di marcia semplicemente impressionante che ha portato dritto alla corona mondiale.

E pensare cha la carriera di Hamilton era stata un po’ altalenante fino al termine del 2013…
Nel 2007 (a 22 anni)
, al suo primo anno di Formula 1, partì alla grande vincendo gare e collezionando podi in serie; nel finale di Campionato perse qualche punto per strada e chiuse ad una sola lunghezza dal titolo che fu vinto da Raikkonen con la Rossa. La stagione successiva fu quella del primo alloro iridato, vinto stavolta per un punto, sul ferrarista Massa, e arrivato grazie ad un sorpasso all’ultima curva dell’ultimo Gran Premio, proprio in Brasile! Fu allora che molti addetti ai lavori videro, in quel giovane e irriverente pilota, un potenziale enorme che avrebbe potuto portare alla conquista di una lunga sequenza di titoli. Hamilton collezionò diverse vittorie e tanti podi nelle stagioni successive ma non riuscì più a laurearsi campione. La McLaren aveva pure iniziato a perdere velocità nei confronti di Ferrari e Red Bull, così l’assist proveniente da Brackley – correva il 28 settembre 2012 – si trasformò nel più classico dei tap-in vincenti… La prima annata in Mercedes si chiuse con un quarto posto finale e una sola vittoria, nel Gran Premio di Ungheria. Nel 2014, al contrario, grazie anche ad un’auto perfetta, arrivarono tante vittorie ed un’infinità di podi che portarono il britannico al 2° titolo in carriera.

Con la terza corona iridata già sistemata in bacheca, Lewis Hamilton ha raggiunto nell’albo d’oro permanente non solo il mitico Ayrton Senna ma anche altre leggende della F1 come Nicky Lauda (che tre anni or sono costruì ponti d’oro per strapparlo alla McLaren, ndr), Nelson Piquet, Jackie Stewart e Jack Brabham.
Per l’inglese della Mercedes, considerando le qualità tecniche sue e della monoposto che dovrebbe guidare ancora a lungo, non è da escludere che possa riuscire in breve tempo a raggiungere Sebastian Vettel e Alain Prost a quota 4 Mondiali. E se continuerà a vincere in questo modo, potrebbe addirittura inanellare un filotto di titoli consecutivi come fece Sua Maestà Michael Schumacher ai tempi della Ferrari.
I tifosi della Rossa possono legittimamente iniziare fare i debiti scongiuri…

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

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