F1, GP Messico 2015: Vettel e Rosberg per il titolo di viceré del Mondiale. La Toro Rosso per stupire ancora

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Da Austin, Texas al Distretto Federale di Città del Messico.
Il Grande Circo della Formula 1 valica una delle frontiere più “movimentate” del globo per affrontare il diciassettesimo GP stagionale, terzultimo appuntamento del Mondiale 2015.

Con i titoli piloti e costruttori ormai assegnati, il principale (ma non unico) motivo d’interesse di questo Campionato agli sgoccioli resta il duello Vettel-Rosberg per la conquista della seconda piazza iridata alle spalle del tiranno Lewis Hamilton. La “nuova” Rossa di Seb ha chiuso dietro la Mercedes di Nico a Austin, perdendo tre punticini ma rimanendo davanti – ora di quattro lunghezze – nella generale. Raikkonen, al contrario, è stato costretto al ritiro causa errore personale negli States, quindi cercherà in ogni modo di portare al traguardo, nella migliore posizione possibile, la sua SF15-T con motore nuovo di zecca.

Il terzo posto di Austin sa tanto di (ennesimo, incoraggiante) punto di partenza per la Rossa versione 5.0, infatti la quinta power unit inaugurata negli Stati Uniti dovrebbe prefigurare, sulla carta, quella della prossima stagione, annata in cui il Cavallino, e Vettel in particolare, intendono fortemente tornare a lottare per i massimi obiettivi.

Tra i top drivers, nel rinnovato autodromo “Hermanos Rodriguez” sono chiamate al riscatto le due Williams e le derelitte Red Bull; Massa e Bottas non hanno visto la bandiera a scacchi tre giorni fa, mentre i due piloti in cerca di…motore della Casa di Milton Keynes, dopo un inizio molto incoraggiante, sono stati inghiottiti dallo spassoso vortice di emozioni (ed errori) andato in scena sul Circuito delle Americhe.

Premesse messicane tutt’altro che fosche, invece, per i superbabies della Toro Rosso Verstappen e Sainz jr. Ad Austin, l’olandese e lo spagnolo hanno centrato i loro migliori piazzamenti stagionali personali, confermando ancora una volta quanto di buono si dica sul loro conto e sulle loro prospettive agonistiche nel mondo della F1.

Una piccola riflessione “climatica” in chiusura.
Il GP del Messico si correrà ad oltre duemila metri di altitudine, in un’estesa area verde alla periferia della capitale, quindi, sarà interessante vedere come reagiranno vetture e piloti di fronte al fenomeno della rarefazione dell’aria, sempre indecifrabile – ma temibile – per tutti gli atleti.

 

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giuseppe.urbano@oasport.it

Foto: Pier Colombo

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