Ciclismo su pista: la corsa azzurra verso Rio 2016 passa da Grenchen

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L’Italia punta a portare a Rio de Janeiro una delegazione del ciclismo su pista ben superiore a quella dell’avventura a cinque cerchi di Londra, quando il solo Elia Viviani rappresentò la nazionale azzurra in uno sport storicamente caratterizzato da soddisfazioni ben più grandi per i nostri colori.

Ad oggi, la situazione sembra notevolmente migliore rispetto a quattro anni fa, come del resto abbiamo ripetutamente sostenuto sulla base dei crescenti risultati sia a livello élite, sia a livello giovanile. Gli ultimi ranking per la qualificazione olimpica sono stati pubblicati dall’Uci un mese fa e, in questo momento, l’Italia avrebbe in mano due carte, pur tenendosi aperta la porta, con percentuali diverse, in almeno altre tre discipline e forse anche in una quarta: in tal senso, saranno fondamentali gli Europei di Grenchen (qui i convocati).

Nell’omnium maschile, il sesto posto in classifica significa qualificazione pressoché certa (18 a Rio di cui 8 europei e l’Italia è la terza forza continentale); in quello femminile c’è un tredicesimo posto che però posiziona il nostro paese ad appena tre punti di margine dalla Bielorussia, dodicesima e ottava delle europee, dunque ultima a qualificarsi per il Vecchio Continente. Con un buon Europeo, Simona Frapporti potrebbe portare in dote il punteggio necessario a ribaltare le sorti della qualifica.

Ottavo posto tricolore anche nell’inseguimento a squadre femminile: ad oggi la qualificazione ci sarebbe, perché passano le migliori nove di cui sei per l’Europa (Italia terza), ma bisogna evitare qualsiasi tipo di distrazione. Serve una mezza impresa, invece, per rimettere in… pista il trenino maschile, oggi diciassettesimo e distante oltre 400 punti dalla Danimarca, ottava assoluta nonché sesta ed ultima delle europee.

Ben più complicata la situazione nella velocità, dove regolamenti più contorti non aiutano ad avere un quadro chiaro della situazione, anche se l’Italia sconta difficoltà ancora notevoli in questo prezioso settore. La speranza più realistica di andare a Rio ce l’ha Francesco Ceci nel keirin: pur ventitreesimo nel ranking, il ripescaggio garantito ai nove migliori interpreti delle nazioni escluse dalla velocità a squadre (e qui l’Italia sarà sicuramente assente) lascia aperto uno spiraglio all’ascolano. Ai limiti dell’impossibile, invece, una qualifica femminile tra velocità a squadre, individuale e keirin.

foto: pagina Facebook Velodromo Attilio Pavesi

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marco.regazzoni@oasport.it

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