Ciclismo, i migliori gregari del 2015: brillano Astana e Team Sky

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Con la stagione ciclistica del 2015 ormai in archivio, è tempo di tirare le somme. Quali sono stati i gregari che si sono distinti nelle corse più importanti del calendario internazionale? 

Difficile trovare qualcuno che ha fatto veramente la differenza nelle grandi Classiche di primavera. Con gare molto abbottonate e azioni dirette da parte dei big, le forze in campo si sono espresse senza l’ausilio esagerato dei compagni di squadra dei grandi favoriti, molto spesso chiamati a fare il compitino ma senza risultare decisivi per cambiare le carte in tavola nel finale.

Discorso molto diverso per quanto riguarda i grandi giri. A farla da padrone, in due occasioni su tre, è stato il Team Astana. Tra Giro e Vuelta il blocco Aru ha dato risposte importanti, giovando un ruolo decisivo. Kangert, Cataldo, Rosa, Tiralongo: garanzie di successo che hanno consentito a Fabio Aru e Mikel Landa (nonostante anche lui sulla carta partisse come spalla per il sardo) di provare a ribaltare una situazione che sembrava ampiamente favorevole ad Alberto Contador. Lasciato solo dalla Tinkoff-Saxo, lo spagnolo ha faticato e non poco a tenere a bada la coppia Astana, specialmente nella terribile frazione conclusasi sul Sestriere con la crisi del Colle delle Finestre.

Situazione molto simile anche alla Vuelta. Tanti uomini a disposizione per Aru, che grazie proprio ai compagni di squadra ė riuscito a fiaccare la resistenza di Tom Dumoulin, solitario alla deriva e fuori dal podio in quel di Madrid. Nonostante la squalifica di Nibali e il ritiro di Tiralongo gli uomini in azzurro hanno supportato in maniera stupenda il proprio capitano. Nota di merito per Diego Rosa, uscito alla grande nel finale di stagione con la vittoria alla Milano-Torino e lo splendido lavoro per vincenzo Nibali a Il Lombardia, dove sembrava essere tra i più brillanti fino alla fine chiudendo al quinto posto finale.

Al Tour de France, invece, è stato un vero e proprio monologo del Team Sky. Con un’Astana che è parsa molto fragile, sono stati gli uomini di Chris Froome a prendere in mano le redini della corsa e a supportare nel migliore dei modi il capitano. Porte ha ritrovato il ruolo in cui riesce, per ora, ad esprimersi al meglio, Thomas si è scoperto scalatore, Kyriyenka non ha bisogno di presentazioni mentre Poels ha espresso tutto il suo potenziale sull’Alpe d’Huez, dove un Chris Froome in crisi ha beneficiato della presenza dei propri compagni per reagire e tenere sotto controllo il distacco da Nairo Quntana che stava iniziando a lievitare pericolosamente. Per festeggiare, ovviamente in Giallo, sotto l’Arco di Trionfo a Parigi.

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