Ciclismo: Diego, la Rosa che sboccia d’autunno

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Le sue doti si erano già viste ampiamente. Sia in Androni, lo scorso anno, che nella prima parte di questo 2015 in maglia Astana. Eppure nelle ultime corse dell’anno Diego Rosa si è imposto come uno dei migliori ciclisti in circolazione e in vista del 2016 potrebbe pensare a ritagliarsi un ruolo importante nella squadra kazaka.

Passato professionista nel 2013 con l’Androni, pur senza prestazioni esasperate, ha subito dimostrato di aver un buon motore e di cavarsela bene in salita dato anche il passato da biker. Nel 2014 non arriva il cambio di marcia atteso. La stella di Rosa è una costante ma senza bagliori accecanti. Nonostante questo, per il 2015 passa all’Astana. Il ruolo designato è quello di gregario per Aru e Nibali: all’interno dello squadrone in celeste sembra uno dei tanti.

A partire dal Giro d’Italia arrivano i primi segnali. Nonostante il duro lavoro in favore di Aru e Landa chiude 23esimo in classifica generale con alcune prestazioni davvero sorprendenti. Nel finale di stagione si ritrova con una gamba spaventosa e fa sognare i tifosi azzurri dopo aver corso la Vuelta, ancora una volta, da gregario. Alla Tre Valli Varesine il primo acuto: un attacco, per favorire NIbali, che denota un cambio di ritmo degno di attenzione. Nessuno riesce a prendergli la ruota e sembra salire con una facilità disarmante. L’azione, però, si spegne e lui chiude 43esimo.

Il giorno dopo, alla Milano-Torino, vola per davvero. Nella corsa di casa sfrutta la marcatura su Aru e domina la salita verso la Basilica di Superga dove si impone in solitaria. Sagacia tattica e gambe che gli permettono di volare a cogliere il primo importantissimo successo della carriera a 26 anni, dopo 3 di professionismo. Non è giovanissimo, ma con i grandi fino ad ora ha corso poco essendo passato tardi ai piani del ciclismo mondiale.

Il Lombardia è un altro piccolo capolavoro. Tira in salita, in pianura, poi ancora in salita, scatta una due tre volte. Fa da stopper per permettere a Nibali di guadagnare terreno incollandosi alla ruota di tutti, senza mai una sosta. Senza il ruolo di gregario, probabilmente, si sarebbe giocato il successo con Nibali e Moreno, i più forti di giornata. Anche in volata si permette quasi di rubare il quarto posto a Valverde, che lo beffa solo negli ultimi metri. Una prova, dopo 245 chilometri di corsa tiratissimi, che vale tantissimo. Anche allo sprint ha qualità e sembra pronto per provare ad approciare il mondo delle Classiche delle Ardenne. 

Diego Rosa è una realtà, bellissima, del ciclismo italiano. Un piccolo scienziato del ciclismo che può togliersi soddisfazioni importanti con i compagni e per se stesso.

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