Biathlon, Pietro Dutto: “Siamo un gruppo giovane e unito, darò il massimo in ogni circuito”

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Con l’avvicinamento alla stagione invernale, vi presentiamo l’intervista con Pietro Dutto, uno degli atleti più rappresentativi del biathlon azzurro. Il cuneese classe 1989 delle Fiamme Oro di Moena, ha risolto nella passata stagione i problemi fisici che lo debilitavano ed ora è pronto ad iniziare l’annata 201/2016 nel modo migliore. Andiamo ad analizzare, con lui, com’è passata l’estate e quali sono, in vista dei mesi più freddi dell’anno, gli obiettivi per cui ha lavorato.

Come valuti la tua prestazione ai Campionati Italiani Estivi di Forni Avoltri (quarto nella sprint e settimo nell’Individuale)?

“Le gare estive per noi sono sempre gare di passaggio e allenamento per provare e verificare il lavoro fatto fino a settembre. I risultati non sono stati così esaltanti, ma ho riscontrato sensazioni positive sugli skiroll e al tiro, nonostante qualche errore di troppo”.

La prima parte della scorsa stagione è stata compromessa a causa della Toxoplasmosi, malattia che fortunatamente sei riuscito a curare ad inizio gennaio. Come hai scoperto di esserne afflitto e in che modo hai curato questa malattia?

“Ho affrontato un dicembre e gennaio sottotono, in cui alternavo una gara buona a 4/5 gg in cui ero un cadavere nel vero senso della parola. Al termine della tappa di Ibu Cup in Val Ridanna ho fatto qualche esame approfondito e ho scoperto di aver contratto la malattia ad inizio dicembre e gareggiato nel picco dell infezione a gennaio. L’unica cura è stato il riposo assoluto per due settimane. Poi ho ripreso piano piano e dopo un mese sono tornato a star bene e a recuperare pienamente.”

Guarito dalla Toxoplasmosi, sono arrivati i risultati con degli ottimi piazzamenti in Ibu Cup, in particolare a Canmore.

“Dopo aver ripreso gli allenamenti ad inizio febbraio, grazie alla fiducia dei tecnici, ho deciso di provare a preparare l’appuntamento canadese, anche se è stato un salto nel vuoto, perché non sapevo come avrebbe risposto il fisico nel riprendere con gli allenamenti; la mia voglia di lottare ha prevalso e sono riuscito a fare un’ottima trasferta canadese e concludere in modo dignitoso una stagione fino a lì da dimenticare.”

Al momento la squadra di Coppa del mondo prevede due atleti (Hofer e Dominik Windisch), ma in questa stagione tu, Maikol Demetz, Thomas Bormolini e Giuseppe Montello, assieme a Christian de Lorenzi e Christian Martinelli, vi giocherete l’opportunità di gareggiare stabilmente nel circuito massimo. Come è proseguito il lavoro durante tutta l’estate?

“Sicuramente lavorare in un gruppo come il nostro, giovane, unito, con voglia di crescere e con ottimi atleti è stata un’occasione di stimolo continuo. Gli atleti si allenano con la massima serietà e duramente”.

Siamo alla vigilia della stagione invernale e quindi alla conclusione della preparazione, come ti senti?

“Mi sento abbastanza bene, anche se non ho ancora potuto testare la condizione sulla neve, come sempre le risposte le avremo durante le gare; sicuramente la preparazione è andata liscia, tranne qualche intoppo dovuto a un malanno ad inizio ottobre e un problema al piede ad inizio luglio”.

Qual è il tuo obiettivo in questa stagione?

“L’obiettivo è quello di fare delle belle gare, sempre al massimo delle mie possibilità nei vari circuiti in cui meriterò di gareggiare”.

Molti atleti quest’anno sono concentrati sui Mondiali di Oslo. La tua preparazione è mirata verso marzo o per fare bene fin da subito, per puntare a gareggiare in Coppa del Mondo?

“Sicuramente per essere ad Oslo bisogna fare bene tutta la stagione, la mia preparazione è mirata a mantenere un buon livello in tutti i mesi di gare”.

Guardando a te stesso, quali ritieni essere i tuoi punti di forza e quali quelli dove devi lavorare di più per migliorare?

“Mi ritengo un biatleta completo, il mio punto debole è la mancanza di regolarità”.

Sono ormai diversi anni che sei un professionista nella categoria seniores, come è cambiato secondo te il biathlon in queste ultime stagioni?

“Il biathlon, in campo maschile, negli ultimi anni ha raggiunto un livello mostruoso: molte nazioni sono competitive e per fare un buon risultato bisogna essere perfetti, dalla prestazione atletica al tiro e ai materiali; nulla può essere lasciato al caso”:

Con quali atlete/i ti trovi meglio nel circuito?

“Mi trovo bene con tanta gente sia in squadra nazionale, sia fuori squadra e all’estero ma non con uno in particolare, credo che da ognuno si abbia da imparare qualcosa sia nel biathlon che nella vita”.

Quale pista preferisci tra quelle in cui hai gareggiato?

“I posti che più mi piacciono per gareggiare sono Anterselva per il clima, la gente e l’atmosfera e Canmore per il contesto naturalistico della zona”.

Foto: FISI (Serge Schwan)

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