Vuelta a España 2015: ritratto degli sconfitti

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C’era un notevole parterre de roi alla Vuelta a España 2015 e Fabio Aru li ha messi in riga tutti, travolgendoli con la propria brillantezza in montagna, con una gestione tattica eccellente, con una squadra che ha risposto presente nella giornata cruciale e con una strenua difesa a cronometro.

Tra gli sconfitti c’è chi può guardare con comprensibile soddisfazione al percorso fatto, perché magari era al primo grande giro disputato ad un certo livello, e chi, invece, sulla carta avrebbe potuto puntare alla vittoria sin dalla partenza, salvo accorgersi di non potere nulla contro il giovane sardo. Alla prima categoria appartiene senza dubbio Tom Dumoulin: del tutto ingeneroso il sesto posto che andrà ad occupare nella classifica finale, per colpa di una graduatoria particolarmente corta che non gli ha scontato una ed una sola giornata di difficoltà. Valente cronoman, il giovane olandese si è scoperto brillante grimpeur, sebbene su questo terreno alcuni progressi siano ancora da compiere: a partire, magari, da una squadra più attrezzata per un certo tipo di corsa. Anche Johan Esteban Chaves può imbarcarsi all’aeroporto di Madrid col sorriso, proprio quel sorriso che è il suo vero marchio di fabbrica: due tappe, sei giorni in maglia, quinto posto finale e un altro ragazzo del 1990 che si affaccia definitivamente sui migliori panorami del ciclismo.

Al confine tra i due settori c’è Rafal Majka: nome già noto nell’ambiente della montagna e dei grandi giri, mai però tanto competitivo da arrivare sul podio in queste competizioni. Un settimo e un sesto posto al Giro, un terzo alla Vuelta: ventisei anni compiuti ieri e una carriera senza dubbio in ascesa.

Più corposa la lista appartenente alla seconda fascia. Anzitutto Chris Froome: sfortunato nella dolorosa caduta di Andorra, il White Kenian archivia presto il sogno della doppietta col Tour de France ed è costretto ad alzare bandiera bianca con una prestazione che, sino all’incoveniente, era comunque in linea con Fabio Aru e gli altri big.
Poi Joaquim Rodríguez: vincerà mai una grande corsa a tappe? 36 anni suonati, è al quinto podio senza vittorie e, ad onor del vero, sembra troppo legato alle pendenze impegnative per poter riuscire nel suo obiettivo, tant’è che nell’ultima settimana ha corso quasi in difesa.
La lista prosegue con Nairo Quintana e Alejandro Valverde, da leggere insieme perché la Movistar dovrebbe decidere una volta per tutte con chi fare la corsa: con un potenziale del genere, un quarto e un settimo posto rappresentano risultati deludenti, anche alla luce di una tattica (per entrambi) a volte davvero discutibile.

Insomma, la concorrenza era davvero notevole, tra giovani in rampa di lancio e campioni affermati. Fabio Aru li ha messi in riga tutti.

foto: pagina Facebook Vuelta

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marco.regazzoni@oasport.it

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