Vuelta a España 2015, la tredicesima tappa: Calatayud-Tarazona, perfetta per fughe da lontano

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Un’occasione per i fuggitivi alla Vuelta a España 2015 è data senz’altro dalla tredicesima tappa, con i suoi 178 km alquanto nervosi tra Calatayud e Tarazona.

Si parte dall’Aragona affrontando, dopo una cinquantina di chilometri comunque non piatti, l’Alto de Collado de Oseja, un GPM di terza categoria che sembra la classica rampa sulla quale far scattare la prima fuga di giornata; qualora il gruppo dovesse lasciare via libera, allora il successivo Alto de Beratón (più di 100 km dal traguardo) potrebbe non rappresentare quello spauracchio che sembra dall’alto dei suoi 11 km a pendenza crescente, sino a toccare il 7-8% nelle parti finali che gli valgono il titolo di GPM di prima categoria. Se invece il gruppo dovesse affrontarlo a tutta velocità, qualcuno potrebbe mostrare segni di difficoltà e una frazione per fuggitivi, magari, si trasformerebbe in qualcosa di ancor più intrigante.

La vittoria di tappa, però, non dovrebbe decidersi tanto sull’Alto de Moncayo (terza categoria ad una trentina di chilometri dall’arrivo), quanto sulla lunga e pedalabile discesa che si conclude ad una manciata di chilometri da Tarazona, comune della provincia di Saragozza dove si festeggerà il vincitore di giornata.

Difficilmente si muoveranno gli uomini di classifica, dal momento che il finale non prevede ascese su cui si possano creare grandi distacchi, a meno che si faccia un’andatura sostenuta fin dai primi chilometri di gara.

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