Taekwondo: Molfetta-Basile, per Rio si fa dura

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Rinunciare a salire sul tatami e permettere a Leonardo Basile di continuare a sperare nella qualificazione olimpica. Il gesto di Carlo Molfetta non è passato inosservato. Da molti lodato e da altri considerato antisportivo, il favore all’amico e collega non ha comunque prodotto nessun risultato in termini di qualificazione a cinque cerchi.

Ancora una volta infatti l’uzbeko Dmitriy Shokin si è dimostrato una spanna sopra gli azzurri. Il primo taekwondoka del suo paese a conquistare un titolo mondiale, non ha avuto problemi a regolare il campano, bissando il successo ottenuto proprio ai Mondiali di Chelyabinsk. Se consideriamo anche la netta vittoria dell’uzbeko nei confronti di Molfetta nel primo Grand Prix di Mosca (15-0 in due round) si intuisce subito che le posizioni sul podio o a ridosso, risultano parecchio distanti per i due totem del taekwondo tricolore.

Gli avversari sono tanti e più giovani, dall’iraniano Sajjad Mardani al gabonese Anthony Obame, senza dimenticare coreani e francesi. È quasi coetaneo degli azzurri ma senza dubbio più brillante anche il 30enne tedesco Volker Wodzich mentre il bielorusso Arman-Marshall Silla e il cubano Rosbelis Despaigne hanno più volte dato spettacolo sui tatami di tutto il mondo.

Svanita la possibilità di andare a Rio attraverso il ranking olimpico, non resta che sperare dunque nei tornei continentali, in cui ogni continente potrà qualificare due atleti ulteriori per categoria (tranne l’Oceania, che potrà qualificarne uno per categoria). Basile e Molfetta si giocheranno l’unico posto per nazione disponibile nel 2016.

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francesco.drago@oasport.it

 

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