Superbike: Il ritorno di Yamaha, Valentino Rossi speciale tester. Il 46 in SBK dal 2017?

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Era già nell’aria da qualche settimana e oggi ne abbiamo avuto conferma. Dopo 4 anni di lontananza dal Mondiale Superbike la Yamaha torna in grande stile con uno sponsor di alto profilo, piloti di grande qualità ed esperienza(il britannico Alex Lowes e l’ex iridato Sylvain Guintoli) e gestione affidata al britannico Paul Denning, ex uomo di fiducia Suzuki. Un impegno targato 2016 con l’obiettivo di bissare il 2009, stagione dell’unico titolo piloti conquistato da Yamaha nelle derivate di serie.

“Questo è un momento molto importante per noi, e stiamo aspettando con ansia di tornare nella competizione più importante per le derivate dalla serie dopo un’assenza di quattro anni” ha commentato il CEO di Yamaha Motor Europe Eric De Seynes. “Dopo aver riscritto la storia del Mondiale Supersport e cambiato le regole del gioco con la nuova YZF-R1, direttamente sviluppata dalla tecnologia MotoGP di Yamaha, era chiaro che avevamo bisogno di tornare nel Mondiale Superbike per mostrare il pieno potenziale della nostra nuova Superbike. Ci siamo presi un anno per fare esperienza con la R1 in altri campionati, nei quali la moto ha già mostrato il suo potenziale, vista anche la grandissima vittoria nella 8 Ore di Suzuka e gli ottimi risultati dei nostri team ufficiali nei vari campionati nazionali europei”.

La novità delle ultime ore, secondo quanto riportato da Paolo Gozzi della Gazzetta dello Sport, è il nome di Valentino Rossi come special tester della Casa di Iwata per il campionato SBK. Rossi infatti, al termine dell’appuntamento di Valencia (ultimo round del Mondiale MotoGP 2015), salirà sulla YZF-R1 per occuparsi in prima persona dello sviluppo e fare da promoter al progetto.

Il coinvolgimento di Rossi è dettato dalla presenza dello sponsor PATA, fautore del rientro di Yamaha tra le derivate di serie, dopo aver lasciato la Honda. Il legame tra il 46 e l’industria alimentare italiana si spiega per il coinvolgimento dell’azienda nella squadra, nel campionato CEV, del fratello Luca Marini in Moto2 e del giovane talento Niccolò Bulega in Moto3. Lo sponsor, pertanto, finanzierà le attività della VR46 Academy, sostenendo a 360° le attività imprenditoriali del pilota di Tavullia.

Da un accordo del genere si potrebbe desumere in ottica 2017, anno in cui Valentino non ha ancora confermato l’impegno in top class, un’eventuale partecipazione del pluricampione del mondo di MotoGP al campionato SBK. Una scelta di questo genere potrebbe essere un grande veicolo di attenzione mediatica nei confronti della categoria, come le wild card di Max Biaggi a Misano e Sepang hanno dimostrato. Del resto, poi, la sintonia tra Rossi e la R1 è di vecchia data, ricordando il periodo posteriore all’incidente del Mugello 2010 in cui Vale usufruì proprio del modello citato per ritrovare confidenza con la pista.

Come si suol dire, non ci resta che attendere le decisioni del diretto interessato, prestando attenzione anche all’esito del Mondiale di MotoGP, in questo senso decisivo.

 

 

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