Rugby, Mondiali 2015: le pagelle di Italia-Canada: Ghiraldini trascinatore, Vunisa inesistente. Tante insufficienze

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L’Italia vince con una prestazione da dimenticare contro il Canada, nella seconda giornata dei Mondiali 2015. A Leeds gli azzurri superano i nordamericani 23-18, ma i Canucks probabilmente meritavano qualcosa di più per quanto fatto vedere in campo. E gli uomini di Brunel molto meno.

Luke McLean, voto 4,5: palesemente fuori forma. L’estremo ammirato nelle ultime due stagioni è soltanto un lontano parente di quello abulico, a tratti svogliato e inconsistente delle ultime uscite. Non guadagna mai la linea del vantaggio partendo da dietro, si limita al compitino nel gioco tattico. Male anche in difesa.

Leonardo Sarto, voto 5,5: in attacco prova a suonare la carica, ma senza grandi risultati. In difesa spesso e volentieri si ritrova fuori posizione e arriva in ritardo in diverse situazioni delicate. Perlomeno nell’uno contro uno dimostra di essere solido.

Tommaso Benvenuti, voto 4,5: la grande chance offertagli da Brunel viene malamente sciupata dal trequarti del Bristol, ad ulteriore testimonianza di come l’ex promessa si sia ormai completamente persa o quasi. Inesistente in attacco, mentre in difesa ha sul groppone la seconda meta canadese perché Evans lo brucia in maniera netta.

Gonzalo Garcia, voto 4,5: si fa trovare pronto nell’occasione della meta realizzata, praticamente l’unico pregio in una partita anonima e ampiamente negativa. Insieme a Benvenuti viene asfaltato clamorosamente dalla coppia dei centri canadesi, dimenticandosi anche di essere un ottimo difensore.

Giovanbattista Venditti, voto 5: grave, gravissimo l’errore che propizia la meta di DTH van der Merwe, quando l’avezzanese si fa aggirare dall’ala canadese in maniera ingenua. Dal canto suo, è uno dei pochi azzurri che riesce a guadagnare a più riprese la linea del vantaggio e a creare grattacapi alla difesa nordamericana.

Tommaso Allan, voto 5,5: solido in difesa, con dodici placcaggi e pochissime sbavature, ordinato nella distribuzione dei palloni. Anche fin troppo ordinato, perché l’italo-scozzese non accelera mai palla in mano limitandosi a smaltire senza grande ritmo per i compagni. Compassato.

Edoardo Gori, voto 5,5: croce e delizia dell’intera squadra. Rischia un cartellino decisamente evitabile per stamping ad inizio partita, venendo graziato dall’arbitro. Non un fulmine, spesso e volentieri non prende le decisioni migliori ma nelle due mete segnate c’è soprattutto la sua firma. Con la bella corsa a favorire Rizzo prima e con il bel passaggio ad imbeccare Garcia poi.

Samuela Vunisa, voto 4: totalmente fuori dal gioco. Inesistente per lunghi tratti della partita, come ball carrier è inefficace e viene facilmente arginato dal Canada. In attacco non fa mai la differenza.

Francesco Minto, voto 5,5: concede soltanto una punizione agli avversari ed è già una notizia. Meglio rispetto al match con la Francia ma, come a scuola, potrebbe fare di più.

Alessandro Zanni, voto 5,5: presenza oscura, a volte fin troppo perché il suo lavoro in giro per il campo ad intermittenza. Non è il miglior Zanni e lo si vede, perché il friulano potrebbe dare molto di più. Contribuisce comunque a registrare la difesa nel momento di grande difficoltà del secondo tempo.

Joshua Furno, voto 5: un passo indietro rispetto alla partita con la Francia. In touche ha poco da dominare, visto che i canadesi non la contestano mai. In giro per il campo, però, non ha lo stesso impatto dei giorni migliori e viene a mancare soprattutto in difesa, dove manca quattro placcaggi su sette.

Quintin Geldenhuys, voto 6: partita solida per il nativo sudafricano, difficilmente battuto dai canadesi in difesa. Ordinaria amministrazione, perlomeno dal punto di vista personale, come spesso capita.

Lorenzo Cittadini, voto 6: una roccia in mischia chiusa. Il dirimpettaio canadese difficilmente riesce a spostarlo negli ingaggi, a conferma di come al momento il bresciano sia decisamente più affidabile di Castrogiovanni. Nel gioco aperto non è un fattore.

Leonardo Ghiraldini, voto 6,5: ancora una volta il capitano è per distacco il migliore in campo dei suoi. Corre come una terza linea, creando più di un problema alla retroguardia canadese per tutta la durata della partita. Dalle sue mani e dalle sue gambe parte l’azione della meta di Garcia. L’unico difetto? Non dà l’impressione di essere un vero leader carismatico.

Michele Rizzo, voto 6: qualche problema in più in mischia chiusa rispetto a Cittadini, ma nel complesso anche il pilone dei Tigers è più che positivo. Presenza importante anche nel gioco aperto, soprattutto quando è il primo a dare seguito alla bella progressione di Gori.

Davide Giazzon, voto 5: manca tre placcaggi su nove tentati in venti minuti. Un po’ troppi. Nel complesso non ha un grande impatto sulla partita.

Matias Aguero, voto 5,5: in difesa tiene botta chiudendo ben dodici placcaggi, in mischia dovrebbe dare continuità al buon lavoro svolto da Rizzo ma non ci riesce sempre.

Martin Castrogiovanni, voto 4,5: conferma di essere in un periodo pessimo della propria carriera, oltre ad aver imboccato forse il viale del tramonto. Un colabrodo in difesa, con cinque placcaggi mancati su undici e in generale la sensazione di non essere mai al posto giusto.

Marco Fuser, sv

Mauro Bergamasco, voto 6: doveva entrare prima, ma quando viene spedito in campo è ancora in tempo per aiutare la difesa a cavarsela contro gli indemoniati canadesi. Apporto importante nella partita che lo fa passare alla storia come il secondo ad aver giocato in cinque Mondiali.

Guglielmo Palazzani, sv

Carlo Canna, voto 6: gioca otto minuti per sopperire al momentaneo infortunio di Allan, dimostrando nuovamente di essere un ottimo prospetto. E’ più propositivo del compagno di reparto ed è l’unico a calciare nel box a sorprendere il triangolo allargato. Mancano però tre punti dalla piazzola, oltre ad un passaggio su quell’azione che lo ha portato poi a sfiorare la meta alla bandierina.

Michele Campagnaro, voto 5,5: venti minuti di buona presenza e qualche bel placcaggio. In attacco dovrebbe reclamare più palloni, ma si limita ad attenderli senza grande successo.

All. Jacques Brunel, voto 4: tra giocatori impresentabili, un piano di gioco che forse non esiste e l’incredibile incapacità di aggrapparsi a qualcos’altro che non sia la maul le colpe del ct francese sono tante. Non tutte, sia chiaro, ma il fallimento del suo quadriennio continua a manifestarsi partita dopo partita.

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daniele.pansardi@oasport.it

Foto: pagina Facebook FIR

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