Nuoto: finali in notturna a Rio 2016? L’Australia si adatta con allenamenti mirati

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Nello sport professionistico, si sa, la preparazione deve essere minuziosa e il più dettagliata possibile. Soprattutto in un’Olimpiade, poi, la differenza tra la gloria eterna e la cocente delusione spesso passa attraverso attimi e imprevedibili circostanze. Ecco perché, in una disciplina in cui tutto si decide nell’arco di centesimi di secondo, l’annoso problema delle finali in notturna del nuoto a Rio 2016 – comanda la tv americana Nbc – rischia di ingannare più atleti. Non l’Australia, come sempre attenta a tutto.

Gli aussies, che nel godersi i trionfi iridati dei dorsisti Mitchell Larkin ed Emily Seebohm e delle velociste Bronte e Cate Campbell aspettano per l’anno olimpico la definitiva esplosione di Mack Horton e il recupero di James Magnussen dopo l’operazione alla spalla, si stanno già preparando alle batterie in programma alle 13 locali e alle finali che andranno in scena non prima delle 22. Un calendario a tratti inverosimile, se non fosse che è già stato ufficializzato da tempo e che – in un evento di tale prestigio – l’unica opzione possibile sia il prendere o lasciare. Ma chi lascia, alle Olimpiadi?

Meglio prendere, dunque, e nel caso adattarsi. Lo ha spiegato nei giorni scorsi il direttore sportivo della nazionale oceanica Jacco Verhaeren, riunito in conferenza a Canberra. L’Australia programma con anticipo e non vuole farsi trovare impreparata. “Tutto il lavoro sarà mirato a studiare le migliori strategie possibili per Rio“, le parole di Verhaeren riportate dal sito Abc. A cui fa seguito il programma illustrato dalla psicologa sportiva Shona Halson: primo allenamento alle 13 e secondo tra le 22 e mezzanotte, esattamente come le gare che saranno. “La vera difficoltà – ha aggiunto il veterano Grant Hackett, tornato alle competizioni quest’anno dopo sette stagioni di ritiro – non sarà allenarsi fino a mezzanotte, bensì dormire fino alle 10 della mattina successiva“.

In Italia, anche l’Adn Swim Project di Caserta che ha appena abbracciato nel suo gruppo la medagliata di staffetta Alice Mizzau ha predisposto un piano speciale di preparazione. “Le finali olimpiche di Rio 2016 saranno in tarda notte – ha detto Gian Mario Migliaccio -. Da un anno la Adn si è posta il problema di verificare quali variabili psico-fisiologiche potessero interferire con la performance. Sulla base di questa richiesta abbiamo predisposto una serie di test scientifici che inizieranno dalla prossima settimana per stabilire il comportamento degli atleti. Da questa prima fase si passerà al lavoro di adattamento ed allenamento dove altri professionisti, tra i quali cito il Dott. Francesco Avaldi, affronterà la problematica in tutto il periodo pre-Olimpico con interventi bisettimanali”.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Fina/DeepBlueMedia

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