MotoGP, GP Aragon 2015, le pagelle: Lorenzo perfetto, Rossi e Pedrosa epici, Marquez immaturo

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E’ tempo di pagelle anche per l’appuntamento di Aragon, il tredicesimo della stagione di MotoGP che tanti spunti ha dato in termini di agonismo e di Mondiale.

Jorge Lorenzo 10: La sesta sinfonia dell’annata. La numero 60 della carriera di Jorge che sale nella top 6 dei piloti con più GP vinti di ogni tempo. Un vero e proprio assolo sul tracciato aragonese che vale il -14 da Valentino e l’aver annullato, in un colpo solo, lo sciagurato errore del Mugello. Precisione e velocità allo stato puro. Questi i dogmi di fede della guida del maiorchino che anche lungo i saliscendi della pista iberica ha incantato. Un passo fisso sul 1:48, inarrivabile per gli altri che l’hanno visto sempre troppo lontano per poterne assaporare il sapore del gas di scarico. Pura perfezione!

Dani Pedrosa 9: Semplicemente epico. E’ il piccolo fantino spagnolo ad aver animato con la collaborazione di Valentino Rossi la gara iberica. Coriaceo come non mai nel confronto corpo a corpo, Dani ha dimostrato di essere assai poco “Camomillo” e molto determinato nel tenersi stretto la sua seconda posizione, rintuzzando tutti gli attacchi di Rossi, anche i più arditi, facendo un favore indiretto al connazionale nella lotta per il titolo mondiale.

Valentino Rossi 7.5: L’animale da gara. Prendiamo in prestito una definizione trita e ritrita per descrivere la prestazione di Valentino. Insufficiente in qualifica e strepitoso in corsa  con un ritmo che nei turni di prova non si era mai visto e in grado di accendersi la domenica come non mai. Il duello, seppur perso con Pedrosa, rappresenta uno dei tanti picchi di una carriera gloriosa e che ancora non è sazia di successi. La testa della classifica è nelle mani del 46 ma il compagno di squadra è vicino e servirà, almeno una volta, metterlo dietro per il sogno del decimo iride.

Marc Marquez 5: Immaturo. E’ questa la valutazione per il Cabronçito. L’errore del secondo giro in frenata è l’ennesimo di un 2015 negativo per il campione del mondo 2013-2014. La Honda non è la moto dominante di 12 mesi fa e la Yamaha si sta dimostrando un mezzo più semplice da mettere a punto, tuttavia da un pilota del suo calibro ci si aspetterebbe una gestione diversa: sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Andrea Iannone 7: Quarto in classifica iridata con 172 punti e altro fieno messo in cascina. Un Iannone costante e regolare, come non lo si immaginava in questa stagione. L’abruzzese sta diventando sempre di più la certezza di casa Ducati e la corsa consistente di Aragon è un’ulteriore conferma.

Andrea Dovizioso 6.5: Finalmente un buon risultato anche per il Dovi dopo un periodo sfortunato. La qualifica disastrosa di ieri sembrava averlo affossato ulteriormente ma la reazione è stata perentoria in gara. Un quinto posto che sa di riscatto per il forlivese, seppur sensibilmente distante dal suo compagno di team. Una iniezione di fiducia importante per chiudere nel miglior modo possibile una stagione cominciata benissimo ma che dal problema tecnico del Mugello ha avuto troppi bassi.

Chiosiamo con il 10 e lode di Aragon ovvero il duello tra Rossi e Pedrosa in cui le parole possono lasciare decisamente spazio alle immagini

 

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