Lotta, Mondiali 2015: Chamizo scrive la storia della lotta azzurra, ma il bilancio di squadra è deficitario

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Da quest’anno, quando ha acquisito ufficialmente il diritto di combattere sotto i colori azzurri nelle competizioni internazionali, Frank Chamizo non ha fatto altro che scrivere nuovi capitoli nella storia della lotta italiana: medaglia d’oro nella prima edizione dei Campionati Europei Under 23, argento agli European Games di Baku ed ora anche il titolo iridato assoluto ai Campionati Mondiali di Las Vegas 2015, prestazione che fa di lui il primo medagliato d’oro italiano di sempre in questo stile. Inutile dire, dunque, che ogni speranza legata al nome del cubano di Genova è legittima in vista dei Giochi Olimpici di Rio 2016, con Chamizo che si presenterà in Brasile con il titolo iridato e dunque un ruolo di favorito. Il ventitreenne ha infatti intenzione di continuare ad aggiornare i record e le statistiche della lotta italiana, e certamente ha di fronte a sé un futuro brillante.

Se è facile esaltarsi – e non potrebbe essere altrimenti – per il risultato di Chamizo, non bisogna però dimenticare la prestazione generale della squadra, che, ad esclusione del neocampione iridato, è rimasta sui livelli delle passate edizioni. Nel complesso, gli altri undici elementi presenti a Las Vegas hanno disputato quattordici incontri vincendone solamente due con Aron Caneva (86 kg libera) e Daigoro Timoncini (98 kg).

Proprio questi due atleti rappresentano le note positive della rassegna, soprattutto il giovane liberista genovese, che dopo le buone prestazioni a livello giovanile ha affrontato la competizione iridata senior con il giusto atteggiamento. Quanto al grecoromanista forlivese, invece, è arrivata la conferma della sua solidità, che fa di lui uno dei migliori azzurri degli ultimi anni, come dimostra la sua partecipazione a Londra 2012, ma anche la sua difficoltà nel cambiare marcia contro avversari superiori.

Delusione assoluta, invece, per la squadra femminile, nella quale erano riposte molte speranze. Qui l’ancora di salvezza è rappresentata dalla giovane età di tre delle quattro convocate, ma naturalmente la gioventù non è in sé un valore in assenza di risultati, che sono già arrivati nelle competizioni giovanili e nei tornei internazionali, ma che al momento mancano nelle competizioni di primo piano.

Proprio come abbiamo fatto al termine degli European Games, dobbiamo dunque ribadire la necessità per l’Italia di far progredire i propri atleti per poter risultare competitivi a livello internazionale. Nascondersi dietro il talento di Chamizo, che per quanto italiano resta un prodotto sportivo della forte scuola cubana, sarebbe naturalmente deleterio per la lotta italiana. Le tante medaglie vinte dagli Azzurrini nelle competizioni europee e mondiali delle categorie junior e cadetti sembrano dimostrare un grande miglioramento rispetto al passato, ma un vero bilancio potrà essere fatto solamente tra qualche anno, quando gli stessi interpreti avranno l’età e l’esperienza per combattere al meglio tra i senior.

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Immagine: United World Wrestling

giulio.chinappi@oasport.it

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