Ginnastica, Golden League – Che Italia esce? Le 10 azzurre verso i Mondiali: una grande Mariani, Ferlito in spolvero

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Nel weekend si è disputata la Golden League al PalaSavelli di Porto San Giorgio. In pedana buona parte delle azzurre che si stanno impegnando nella rincorsa ai Mondiali 2015 di ginnastica artistica, in programma a Glasgow (Gran Bretagna) dal 23 ottobre al 1° novembre.

Come escono da questa gara le 10 ragazze che negli ultimi mesi si sono spesso riunite in collegiale e che si stanno preparando per la rassegna iridata qualificante alle Olimpiadi 2016?

 

ENUS MARIANI – Aspettarla così a lungo ne è valsa la pena. Alla prima gara utile dopo praticamente due anni d’inferno ha dimostrato tutto il suo talento. Un ritorno a tutti gli effetti, una ripartenza convincente, un rimettere il piede avanti dopo l’ultimo infortunio in Serie A che l’aveva esclusa dagli Europei. Ha convinto nel giro completo di sabato e già si era capito dove sarebbe andata a parare la sua parallela (14.050 con caduta), poi definitivamente esploso durante la Finale di Specialità (14.950, 14.75 pulito dai bonus). Abbiamo recuperato la Campionessa d’Europa juniores 2012 sui quattro attrezzi e soprattutto sull’attrezzo da lei più amato. Oggi è più Golden e vede i Mondiali più da vicino.

 

CARLOTTA FERLITO – I punteggi alla sua trave sono da top mondiale: 15.050 e 14.800 (togliendo sempre i bonus previsti). I numeri parlano da sé su due buoni esercizi che possono permetterle di dire la sua anche nelle grandi occasioni che contano. Impressiona il 6.1 di D Score ammirato sabato pomeriggio e la solidità sull’attrezzo. Ha portato un nuovo corpo libero, è caduta dalle parallele, è piaciuta anche nell’all-around vinto abbastanza agevolmente. Una risposta estremamente convincente.

 

ERIKA FASANA – Ha preferito coprirsi e risparmiarsi: conosciamo il suo livello e cosa può dare all’Italia. Niente doppio avvitamento al volteggio, corpo libero “solo” da 5.7 (e solo nella prova a squadre), non sale sulla trave ma si concentra sulle parallele suo tallone d’Achille. E si vedono cose molto interessanti, a cominciare dal 5.9 di nota di partenza in finale: un ulteriore miglioramento per una ragazza che vuole essere sempre più completa per puntare sempre più in alto.

 

MARTINA RIZZELLI – Nonostante le note (e giustificate) difficoltà alla trave riesce comunque a tallonare Carlotta nell’all-around (certo la Ferlito ha sbagliato sugli staggi), ribadisce le sue potenzialità alle parallele con il consueto 6.0 di D Score (ma solo in Finale) e un doppio avvitamento di tutto rispetto da 14.800 (senza bonus) dopo una sbavatura in qualifica.

ELISA MENEGHINI – Sbaglia purtroppo sulla trave sia in qualifica che in finale. Un vero peccato perché si tratta del suo attrezzo migliore: avrà modo e dovrà riscattarsi. Non dispiace il suo corpo libero, apprezzabile la semplicità al volteggio.

 

LARA MORI – Ritornata dall’infortunio di Serie A ha mantenuto le aspettative: un buon livello, dei punteggi egregi e da sua media anche se il talento che ha (già dimostrato a Nanning) può permetterle sicuramente di più. Riprende un bel filo conduttore con la trave, serve forse un’altra uscita per comprenderla maggiormente.

TEA UGRIN – Purtroppo cade da parallele e trave durante la prova a squadre, in finale prova a rialzarsi ma non riesce a imprimere il cambio di ritmo di cui potrebbe essere capace.

ALESSIA LEOLINI – I punteggi parlano di una Leolini oltre i 13 punti solo al volteggio. La rimandiamo ai Campionati Assoluti, ben consapevoli che sta comunque rientrando da uno strappo e che non è facile.

LAVINIA MARONGIU – L’avvio in salita di stagione ce la restituisce su tre attrezzi con un buon livello anche se ha i mezzi per fare di meglio.

SOFIA BONISTALLI – Sale solo alle parallele, l’esercizio non sarà dei più memorabili. Da rivedere a Torino.

GIORGIA CAMPANA, VANESSA FERRARI, ARIANNA ROCCA – Assenti.

 

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