Ginnastica, Campionati Italiani Assoluti – Come sta l’Italia? Le “pagelle” delle azzurre verso i Mondiali

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Il concorso generale dei Campionati Italiani Assoluti ha dato delle prime indicazioni sulla nostra Nazionale a meno di un mese dai Mondiali di Glasgow. Una gara con molti errori che fa riflettere sullo stato di forma delle nostre ragazze (alcune anche con problemi fisici). Analizziamo nel dettaglio la prova delle azzurre, provando a individuare cos’è andato meglio e peggio.

Vorrei ripetere, per l’ennesima volta (ma non sembra mai abbastanza). I commenti (e anche i voti) sulle prove in pedana sono più che legittimi, come è legittimo analizzare delle prestazioni sportive. Altrimenti vivremmo in un mondo parallelo dove gli atleti gareggiano senza una reazione altrui.

I giudizi e le pagelle sono cosa comune in tutte le discipline (e ben gradite dagli atleti, anche quando sono negative perché loro stessi consci dell’opaca prova offerta), tranne nella ginnastica. Un passo in avanti che andrebbe fatto se davvero si desidera che questo sport abbia lo spazio che merita.

 

TEA UGRIN – Vincere è difficile, confermarsi lo è ancora di più, affermarsi sovvertendo i pronostici è quasi impossibile. La triestina è bravissima a laurearsi Campionessa d’Italia per la seconda volta in carriera, replicando il già inatteso successo nel 2013 quando era ancora junior.

Vuole mettere in difficoltà il CT in ottica convocazioni ai Mondiali e ci riesce pienamente, rendendosi protagonista di una gara ordinata, senza sbavatura e soprattutto continua su tutti i quattro attrezzi. Brava sì ad approfittare delle cadute altrui ma ottima nelle sue performance personali: non si è piaciuta alle parallele (forse troppo severa con se stessa), poi eccellente a trave e corpo libero dove con due ottimi prove ha meritato il primo posto. Ha inserito dei miglioramenti rispetto alla Golden League ed è proprio grazie a questi che può ambire a traguardi molto prestigiosi.

 

ERIKA FASANA – Sappiamo della sua microfrattura da stress e l’analisi della sua prova non può che partire da questo. Il giro completo, però, ci ha restituito una Fasana convincente, futuribile in ottica Mondiali. L’errore alla trave è episodico e non preoccupa in ottica azzurra (peccato per lei che avrebbe invece conquistato tranquillamente il titolo come da pronostico) portiamoci a casa una bellissima parallela che le sta sempre diventando più congeniale, il ritorno al doppio avvitamento al volteggio, un libero a cui mancano volutamente ancora dei pezzi (Tsukahara avvitato in tasca ma ancora da eseguire).

 

ELISA MENEGHINI – Quella trave non vuole davvero entrare. È il terzo errore consecutivo per la comasca sul suo attrezzo preferito che è dotata di un grandissimo esercizio ma purtroppo non riesce a portarlo a termine senza una caduta. È un passaggio cruciale per l’Italia ai Mondiali e non può essere sbagliato. Piace la reazione avuta al corpo libero (bello) e al volteggio dove l’avvitamento e mezzo è sempre eseguito con pulizia. L’avvio alle parallele è stato molto convincente ma urge lavora ulteriormente sui 10cm.

 

CARLOTTA FERLITO – Un vero peccato che dopo la caduta alla trave molli un po’ di testa, uscendo con una semplice difficoltà A che le fa perdere anche l’esigenza (il D Score è solo di 5.1 proprio per questo motivo). Sappiamo di cosa sia capace la siciliana sui 10cm, lo ha dimostrato anche due settimane fa ma non piacciono questi black-out, criticati anche dal DT.

È inutile negare che dalla trave di Ferlito dipendano buona parte delle sorti dell’Italia a Glasgow. Le due cadute iniziali alle parallele le avevano già complicato la rincorsa alle posizioni di vertice ma è stata bravissima a reagire al quadrato dove ha eseguito il miglior esercizio del lotto partenti. Si è ben visto, proprio come alla Golden League, che sta lavorando molto.

 

ENUS MARIANI – Ha portato in gara il nuovo esercizio alle parallele (6.0 di Score). Ha sbagliato l’elemento iniziale, poi ha ripetuto tutto e ha eseguito una performance di livello elevatissimo, impressionando per le linee pulite, per la compostezza dei salti e per un’esecuzione molto pulita. I suoi staggi, se condotti perfettamente dall’inizio alla fine, potrebbero farla anche sognare ai Mondiali. Dispiace invece per la caduta alla trave su un passaggio non impossibile.

 

MARTINA RIZZELLI – Ottimo il doppio avvitamento al volteggio, qualche imprecisione invece alle parallele. Sono i due attrezzi su cui la comasca è sempre pronta per dire la sua.

LARA MORI – Una gara lineare e pulita, conferma la crescita dopo l’infortunio in Serie A. La toscana ritrova un buon livello sui quattro attrezzi e convince. Dovrebbe migliorare ulteriormente con il passare dei giorni.

 

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