F1, analisi GP d’Italia 2015 Monza: Hamilton suona la settima e allunga su Rosberg nel mondiale. Ferrari in leggero chiaroscuro

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Lewis Hamilton suona la settima stagionale. Ma più che di una sinfonia si è trattato di un irresistibile assolo.

Il britannico ha dominato prepotentemente la scena a Monza, dalle prime libere del venerdì fino alla bandiera a scacchi, portandosi ora a +53 sullo sfortunato compagno di squadra nella classifica mondiale.
Approfittano del cedimento del motore Mercedes di Nico Rosberg a due giri dal termine anche Sebastian Vettel e le Williams di Massa e Bottas, rispettivamente terzo e quarto al traguardo.
Il tedesco, scatenato ed emozionato come non mai sul podio, trasforma una volta per tutte i vecchi fischi legati al suo passato Red Bull in applausi, ovazione pura; il suo secondo posto sembra costituire davvero il massimo risultato ottenibile a Monza e ora il connazionale Rosberg dista ventuno punti nella graduatoria iridata, meno di una vittoria in gara… Splendente la medaglia di bronzo virtuale al collo dell’altro idolo dei tifosi italiani, Felipe Massa, habitué – ma mai sazio – delle colorate e rumorose premiazioni sul circuito brianzolo.

A rendere un po’ meno chiara e un po’ più scura la domenica monzese della galassia Ferrari ci ha pensato suo malgrado Kimi Raikkonen. Iceman ha lasciato tutti di ghiaccio in occasione della partenza, restando pressoché inchiodato allo spegnimento dei semafori rossi. Vanificato così l’eccellente risultato delle qualifiche ufficiali e gara condotta continuamente all’affannosa rincorsa degli avversari (e le due Force India, come preventivato, non erano clienti facili oggi).

Prossimo appuntamento con i bolidi della Formula 1 a Singapore, tra due settimane.

 

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