Ciclismo femminile, Mondiali Richmond 2015: le azzurre ci provano, ma la concorrenza è notevole

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C’è un’Italia forte e competitiva che sarà in strada a Richmond, nella serata italiana di domani, per cercare di conquistare il titolo iridato. Si tratta dell’Italia di Dino Salvoldi, la nazionale femminile capace di conquistare qualcosa come nove medaglie nelle ultime undici edizioni della prova in linea, di cui quattro ori.

129 km, ovvero otto giri di un circuito che le gare di oggi stanno inquadrando per la prima volta: può succedere tutto e può succedere niente. Saranno poco più di 800 i metri complessivi di dislivello affrontati dalle atlete e questo, appunto, lascia da un lato la possibilità dell’arrivo a ranghi compatti o comunque di un plotone ben nutrito, ma dall’altro accende le fantasie di chi dovrà provare l’azione in solitaria, sfruttando magari quell’ultimo dente che termina a circa 300 metri dall’arrivo, per lanciarsi verso la medaglia.

L’Italia ci prova con Elisa Longo Borghini, perfetta interprete delle classiche e delle corse dure; con Giorgia Bronzini, semplicemente la più forte velocista del panorama femminile; con Elena Cecchini, velocista anch’essa ma più adatta a gare nervose, a tracciati impegnativi. E poi con tutte le altre, Valentina Scandolara e Marta Bastianelli, la plurimedagliata Tatiana Guderzo e Silvia Valsecchi: sarà panchina per una tra la lecchese e Rossella Ratto, al termine di una stagione poco soddisfacente per la bergamasca nonostante alcuni timidi segnali di ripresa nelle ultime settimane. Il dubbio verrà sciolto in queste ore.

Di fronte c’è l’Olanda: non Marianne Vos, ma l’Olanda di Anna Van der Breggen, dominatrice del Giro Rosa e della Course, della Freccia Vallone e del Festival Lussemburghese. Atleta completa, resistente, scattante, veloce, persino montanara quando c’è da esserlo: al suo fianco Chantal Blaak, Ellen Van Dijk, Roxane Knetemman, compagne che non sono destinate a prescindere al gregariato, anzi.

Sarebbe tuttavia un errore ridurre la contesa a Italia e Olanda: tant’è che la campionessa in carica è una francese, quella Pauline Ferrand-Prèvot che ha frantumato ogni record centrando l’iride di mountain bike, strada e ciclocross in brevissimo tempo. Ci sono le padrone di casa Shelley Olds ed Evelyn Stevens, teoricamente interpreti di corse diametralmente opposte: che dire, poi, della belga Jolien D’Hoore e di Lizzie Armitstead? Andrebbero poi citate Emma Johansson, Lisa Brennauer, Tiffany Cromwell, Katarzyna Niewiadoma, Alena Amialiuisik. Dunque la concorrenza per l’Italia appare nutrita e di assoluto livello: tuttavia, le azzurre possono contare su una squadra caratterizzata da una solidità che può essere eguagliata solo dall’Olanda. Le altre atlete citate, ad un certo punto, dovranno fare da sé: le ragazze di Salvoldi, invece, difficilmente resteranno isolate.

foto: sportfoto

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marco.regazzoni@oasport.it

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