Vuelta a España 2015: quando li Sbaragli tutti….

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Prevedibile o sorprendente che sia, la vittoria colta quest’oggi da Kristian Sbaragli alla Vuelta a España 2015 rappresenta senza ombra di dubbio il più bel momento nella carriera del corridore toscano, oltre che un’iniezione di fiducia per l’intera rappresentanza italiana in terra di Spagna la quale rischiava altrimenti di dipendere solo dagli uomini di classifica come Fabio Aru e Domenico Pozzovivo.

La prima vittoria in un grande giro è sempre un momento speciale e per Kristian deve essere particolarmente dolce, perché rappresenta il coronamento di un percorso iniziato due anni fa, alla prima stagione tra i professionisti con la MTN-Quebeka: allora la vittoria giunse in una frazione del Giro di Corea, competizione certamente non paragonabile a quelle del calendario europeo, ma più di quel successo furono i successivi piazzamenti a lasciar intuire le potenzialità dell’empolese classe 1990. Veloce e resistente sulle medie salite, in quel 2013 fu quinto in una tappa del Giro di Norvegia e al Memorial Pantani: l’anno scorso sfiorò il trionfo al GP di Prato, chiudendo secondo, e ottenne un brilantissimo settimo posto alla Parigi-Tours, da sempre l’università dei velocisti. Alla Vuelta di dodici mesi fa, primo grande giro della sua avventura, proprio un settimo posto ad Albacete e un nono a Ronda lo fecero apparire molto vicino ai migliori.

Quest’anno il gap con le ruote più veloci del gruppo si è ulteriormente ristretto sin dalle Classiche del Nord: ottavo alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, in fuga ad Harelbeke, decimo e sesto in due occasioni alla Tre Giorni di La Panne. Poi la Vuelta, col sesto posto a Malaga e Alcalá de Guadaíra, seguiti dal quinto a Murcia. Oggi, invece, Kristian li ha Sbaragli…ati proprio tutti.

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marco.regazzoni@oasport.it

 

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