Vuelta a España 2015: Chaves, il trionfo del sorriso

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C’è chi vince e urla, quasi per liberarsi della tensione accumulata in chissà quanto tempo. C’è chi vince e resta persino impossibile, come se la vittoria fosse un mero dovere e non il momento più emozionante nella carriera di un atleta. C’è chi vince e sorride. E ci sono vari tipo di sorriso.

Quello di Esteban Chaves, sicuramente “el hombre de la carrera” in queste prime giornate di Vuelta a España 2015, è un sorriso genuino, semplice, naturale. Sorride perché è felice di vincere, ma ancor più di pedalare: ogni sportivo sa che, pur tra i mille sacrifici richiesti da tale professione, poter vivere non solo “per” lo sport, ma anche “di” sport, è un notevole privilegio nel quale si sommano indiscussi meriti, anni di lavoro e anche, come in tutte le cose, una piccola o grande dose di fortuna.

Chaves, cresciuto tantissimo alla scuola di una Orica che è scuola di vita e di talenti con base nel Varesotto, scatta e lascia gli avversari sul posto. Chaves s’invola verso il secondo successo in sei tappe, verso quella maglia rossa persa ieri per un secondo, una distrazione, un battito di ciglia. Chaves vince e sorride. Ogni giorno questo venticinquenne colombiano, proveniente da una terra martoriata che sta dando tantissimo al ciclismo negli ultimi, va alla caccia dei propri limiti: sinora non li ha ancora trovati. E intanto continua a regalare sorrisi.

foto: Twitter Club Esteban Chaves

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 marco.regazzoni@oasport.it

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