VIDEO – PGA Championship 2009: quando la Tigre conobbe la sconfitta

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Nessuno, nella storia del golf, ha dominato come Tiger Woods nel nuovo millennio. Quattordici Major vinti, 79 vittorie sul PGA Tour, 40 sull’European Tour e ben 106 in totale. Numeri spropositati, fuori da ogni logica se si pensa all’imprevedibilità di questo sport. Con la Tigre al massimo della forma, tuttavia, anche il golf smetteva di essere una disciplina imponderabile. Un fenomeno di tale proporzioni da rivoluzionare tutto il mondo golfistico – a partire dai montepremi fino al ritorno mediatico ottenuto -, probabilmente irripetibile in futuro. D’altronde, se anche durante la sua evidente parabola discendente Woods si mantiene al centro dell’attenzione, un motivo ci sarà.

Eppure, Tiger ha anche perso. E’ ovvio, direte voi, non poteva vincere sempre. Ma c’è stata una sconfitta, in particolare, nella carriera della Tigre, una macchia diversa da tutte le altre. Il palcoscenico è l’Hazeltine Golf Club di Cheska, dove si stava tenendo il PGA Championship 2009. E dove tutti, di fatto, si preparavano ad onorare Tiger per il suo 15esimo Major della carriera, vista la leadership conquistata fin dall’inizio dall’americano e mantenuta fino alle ultime diciotto buche. Quando Woods si trovava in testa ad un Major dopo 54 buche, del resto, non c’erano speranze. Non quella volta. Quel 16 agosto di sei anni fa, in Minnesota, qualcuno ha osato sfidare la Tigre sul suo terreno di caccia preferito e lo ha battuto. Mickelson? McIlroy? Westwood? Els? Furyk? No, semplicemente Yang Yong-eun, conosciuto anche come Y. E. Yang. Il coreano, dalla seconda posizione, sfrutta il clamoroso crollo di un Woods incapace di rispondere ai propri errori e, nonosante i due colpi di ritardo ad inizio giornata, rimonta e vince, distanziando anche l’avversario di ben tre lunghezze. E Yang, fin lì un giocatore di alto livello ma in fin dei conti uno dei tanti, si ritaglia improvvisamente un posto nela storia. Principalmente per il suo primo Major e per l’esser diventato il primo asiatico a riuscirvi, ma anche e soprattutto per essere stato il primo, in un memorabile duello, a battere davvero Tiger Woods.

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daniele.pansardi@oasport.it

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