VIDEO – Hockey prato, Europei 2015: il meglio e il peggio di Italia-Germania. Non basta l’orgoglio azzurro

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Ha esordito ieri nell’Europeo di hockey su prato a Londra la nazionale femminile guidata da Fernando Ferrara. Per le azzurre una sconfitta per 4-0 con la Germania campione in carica. Aldilà del risultato, c’è da notare un’ottima performance da parte di Tiddi e compagne. Andiamo a vedere il meglio e il peggio dell’incontro.

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Orgoglio azzurro: nonostante la delusione della mancata qualificazione olimpica attraverso la World League, con annesso ridimensionamento del progetto residenziale da parte della Federhockey (che ha comportato mille polemiche e allenamenti a spese proprie da parte delle giocatrici), la nostra nazionale c’è. Lo si vede già nel pre-partita, quando il capitano Tiddi carica il gruppo con le sue parole “giochiamo per noi stesse”. L’Italia mette spavento alla Germania che però ne esce alla grande con la sua esperienza. Ci sono altre due partite per provare a sorprendere.

Martina Chirico: si conferma uno dei migliori portieri a livello internazionale, e non è roba da poco. L’estremo difensore del CUS Pisa si carica al solito sulle spalle la difesa e compie spesso e volentieri interventi decisivi. Le quattro reti subite non parlano chiaro sulla sua performance.

Difesa su corner corto: le azzurre sono davvero impenetrabili. L’azione chiave c’è nel terzo tempo, quando le tedesche provano una variante per provare a superare il muro di Tiddi e compagne e Socino interviene alla grande in anticipo.

Attacco azzurro: che ci siano in campo le titolari, o che subentrino dalla panchina le sostitute, non cambia il leitmotiv. La nostra miglior difesa è l’attacco: il pressing azzurro crea più di qualche problema in fase di costruzione alla difesa tedesca che più di una volta rischia di perdere palline in area. Manca purtroppo il goal.

Flop

Cinismo: se abbiamo esaltato l’attacco azzurro, dobbiamo anche sottolineare la mancanza di freddezza sotto porta. Non c’è il killer instinct che hanno le maggiori nazionali al mondo e lo paghiamo, così come è successo in World League ad Anversa.

Corner corti offensivi: tantissimi penalty corner conquistati, nessuno segnato, pochissimi sfruttati a pieno (ricordiamo un paio di belle parate dell’estremo difensore tedesco). Si sa che la percentuale su corner corto in partite importanti diventa fondamentale. Bisognerà lavorare molto su questo aspetto.

Andiamo a vedere gli highlights dell’incontro nel video preparato dal canale Youtube della FIH.

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gianluca.bruno@olimpiazzurra.com

Foto: CC21

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