Tuffi, Francesca Dallapè: “Delusione Mondiale, ho pensato al ritiro. Ma adesso…”

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Se per Tania Cagnotto (un oro e due bronzi) l’avventura iridata di Kazan 2015 rappresenta la gioia più grande della carriera, lo stesso purtroppo non si può dire per Francesca Dallapè. Quinta nel sincro 3 metri proprio con la bolzanina e fuori dalla finale nella gara individuale, la trentina – senza la storica allenatrice Giuliana Aor al seguito per questioni economiche – ha mancato i due grandi obiettivi della sua stagione, vale a dire i pass olimpici.

Adesso la strada verso Rio 2016 passa dalla Coppa del Mondo in programma il prossimo febbraio proprio in Brasile. La missione è alla portata (primi quattro posti tra le nazioni non ancora qualificate nel sincro e semifinale nell’individuale), ma prima – per la gara singola – c’è da vincere la concorrenza interna con Maria Marconi ed Elena Bertocchi. E dunque bisognerà andare forti fin dal 4 Nazioni di dicembre a Torino, rischiando magari di arrivare “cotti” ad agosto.

Intervistata dal quotidiano Il Trentino, in un pezzo firmato Marco Marangoni, l’azzurra non ha usato mezze misure per sfogare tutta la propria delusione:Non nascondo che in questi giorni ho pensato di smettere e chiudere la carriera. Andrò in ferie con la speranza di ricaricarmi per la prossima stagione che sarà comunque l’ultima“. Parole forti, forse affrettate e simili a quelle pronunciate da Tania Cagnotto dopo il doppio quarto posto di Londra. Da lì la fuoriclasse italiana è ripartita con una serie interminabile di soddisfazioni e la speranza è che possa accadere lo stesso anche a Francesca Dallapè. Una settimana no, anche se giunta al Mondiale, non può macchiare una grande stagione arricchita dal settimo oro europeo consecutivo nel sincro, da uno straordinario quarto posto individuale e dal bronzo nel Grand Prix di Bolzano.

Proprio la regolarità, in questo 2015 partito bene ma terminato con l’amaro in bocca, è stata l’arma in più della trentina per tornare a vestire l’azzurro anche nell’individuale. Non accadeva dal 2012. “Ho disputato la peggior gara dell’anno – spiega con severa autocritica -, un vero peccato perché ero sempre rimasta sopra quota 300. Con 298 sarei comunque entrata in finale e invece ho sballato tutto finendo poco sopra 250. Ho meditato di ritirarmi ma adesso dico che voglio stringere i denti per ripartire. Proseguo perché ci sono le Olimpiadi. A settembre ripartirò“.

Non vuole cercare scuse, Francesca Dallapè, ma a caldo prova a tracciare un’analisi: “Siamo arrivate (a Kazan, ndr) troppo tardi, non siamo riuscite ad ambientarci velocemente e abbiamo avuto diversi problemi con il trampolino. Non siamo entrate subito nel clima mondiale. Nella gara individuale credo che la testa non abbia funzionato come avrebbe dovuto. Non so cosa sia accaduto un’ora dopo l’eliminatoria chiusa con il sesto punteggio“. Avanti verso Rio 2016, dunque, e fantasmi ricacciati nell’armadio. Poi dal prossimo settembre una nuova vita: “Dentro di me è sempre più forte il desiderio di diventare mamma“, ha concluso Francesca.

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Davide Gioco

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