PGA Championship 2015, le pagelle: il nuovo inizio di Jason Day, Spieth mondiale

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Jason Day, voto 10: era solo una questione di tempo. Lo sapeva lui, lo sapevano i tifosi, lo sapevano tutti. Dopo tre secondi posti non si lascia sfuggire l’occasione più grande, quella che se non concretizzata avrebbe potuto influenzare pesantemente il resto della sua carriera come accaduto ad altri prima di lui. Per quest’australiano dalle mani e dal cuore d’oro, invece, ora comincia di fatto una nuova vita dopo essersi liberato di un grande peso. Perché uno con il suo talento difficilmente si limiterà soltanto alla conquista di un solo Major. Una vittoria non banale anche per il record nel punteggio, con cui si mette alle spalle un certo Tiger Woods.

Jordan Spieth, voto 8,5: il texano gioca un altro torneo di un livello assolutamente irraggiungibile per tutti, ma questa volta trova un ostacolo importante sulla propria strada. Nell’ultimo round non riesce a replicare lo straordinario rendimento del terzo giro, venendo a mancare in alcune occasioni con il putt pur regalando ugualmente alcune perle di rara bellezza. Non vincerà il terzo Major dell’anno, ma conclude al secondo posto dopo averne vinti due ed essere arrivato al quarto a St. Andrews. Fantascienza. La consolazione più grande, tuttavia, è il primo posto nel ranking mondiale a scapito di McIlroy. Meritato.

Branden Grace, voto 8: come allo US Open, un sanguinoso doppio bogey gli preclude un piazzamento migliore. Già, perché senza quel grave errore della 10 il sudafricano sarebbe probabilmente arrivato davanti a Spieth. Poco male. La terza posizione resta comunque uno straordinario risultato per lo Springbok, esploso anche a livello di Major in questa stagione. Nell’ultimo round fa impazzire il pubblico con cinque one putt consecutivi sulle prime nove, di cui almeno quattro da distanze siderali.

Justin Rose, voto 7,5: terzo una settimana fa al Bridgestone Invitational, quarto al Whistling Straits. Una regolarità fuori dal comune, fin troppa per l’inglese soprattutto nell’ultimo round. Alla fine un doppio bogey lo costringe alla quarta posizione, risultato eccezionale per la maggior parte dei giocatori ma non per Justin. Splendido con i ferri, meno con il putt.

Brooks Koepka e Anirban Lahiri, voto 7: il primo sta continuando a vivere un’estate sulla cresta dell’onda, con l’ennesimo piazzamento di prestigio di una carriera rivoltata come un calzino in due anni. Il 25enne, ora, si presenta con un biglietto da visita importante ai playoff della FedEx Cup, dove potrebbe fare faville. Dimostra di essere un talento di assoluto valore, invece, l’indiano Lahiri, due volte vincitore sull’European Tour e in costante crescita anche nelle gare più pesanti. Ne sentiremo parlare.

Dustin Johnson, voto 6: uno psicodramma vivente, chiuso al settimo posto. Per il terzo Major consecutivo chiude in testa il primo round e, come in quello precedente, non è mai in grado di giocarsi il titolo. Ma la perla della settimana è l’ultimo round, che meglio di tutto spiega la follia di Johnson: sei birdie, due eagle e tre bogey. Giro perfetto? Sì, se non fosse stato per il clamoroso quadruplo bogey realizzato subito alla buca 1. Semplicemente, Dustin Johnson. E i Major restano ancora soltanto un sogno.

Rory McIlroy, voto 6,5: in condizioni normali un 17esimo posto sarebbe una delusione per il nordirlandese, ma non questa volta. L’ex numero uno al mondo offre buone sensazioni al rientro dopo il lungo stop per il crac alla caviglia, su un percorso che spesso ha sollecitato l’articolazione infortunata con le uscite dal bunker. Un piccolo passo verso la risalita, nemmeno troppo lontana.

Phil Mickelson, voto 6: nulla di trascendentale, visto il 18esimo posto senza mai entrare in contesa per il titolo. Ma il mancino di San Diego delizia il pubblico ogni giorno con recuperi irrazionali da ogni posizione, a cui deve ovviare ai frequenti errori con il drive e con i ferri. La solidità comincia progressivamente a mancare, ma non la classe. Quella resta immensa.

Bubba Watson, voto 5: regala spettacolo, ma soltanto nell’ultimo round. Era uno dei grandi favoriti, ma non lo dimostra praticamente mai. Solita discontinuità da parte di un giocatore dal talento indiscusso, ma a cui servirebbe maggior regolarità.

Francesco Molinari, voto 5: il peggior Major della stagione, considerando anche il percorso che poteva adattarsi alle proprie caratteristiche. E in effetti nel weekend il torinese stava risalendo con un buon piglio, salvo poi crollare sulle seconde nove dell’ultimo round e scivolare inesorabilmente sul fondo, in 54esima posizione. La condizione messa in mostra tra maggio e giugno sembra ormai lontana.

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daniele.pansardi@oasport.it

Foto: twitter Golf.com

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