Pallanuoto: il Settebello verso Rio. Si può solo migliorare

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Si è concluso sabato sera il Mondiale di pallanuoto maschile a Kazan, che ha visto trionfare la Serbia in finale sulla Croazia, e la Grecia sugli azzurri nella finalina per il bronzo. E’ tempo di bilanci: positivi ma non troppo quelli per il Settebello. Una competizione partita malissimo, con un girone preliminare da dimenticare (sconfitte con Grecia e Stati Uniti), poi la rinascita: vittoria netta con il Canada agli ottavi e impresa ai quarti con l’Ungheria, prima delle due sconfitte che ci hanno negato il podio e il pass per Rio 2016.

Proprio sulle Olimpiadi brasiliane è incentrata la preparazione e, in particolare, tutto il quadriennio azzurro. Sandro Campagna dopo il quarto posto di Barcellona 2013 ha deciso di rivoluzionare la sua squadra, inserendo moltissimi volti nuovi, abbassando così nettamente l’età media. La scelta è sembrata quella giusta: i giovani si sono inseriti benissimo nel gruppo con i veterani (i reduci dai fasti dell’ultimo quadriennio). E’ mancata un po’ di esperienza, soprattutto il killer istinct che spesso è decisivo in partite tiratissime che vengono decise per qualche episodio.

In vista di Rio si può solo migliorare. Bisognerà prima conquistare la qualificazione, attraverso Europei o preolimpico, e poi prepararsi al meglio per riuscire ad ottenere una medaglia, vero obiettivo del Settebello. Servirà la crescita dei giovani, che è comunque è stata costante nelle ultime due stagioni: in questo ambito non si può non citare Francesco Di Fulvio, miglior azzurro a Kazan, inserito anche nel “sette” ideale del Mondiale.

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gianluca.bruno@olimpiazzurra.com

Foto: Renzo Brico

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