Pallanuoto femminile: Setterosa, il bronzo e quel centesimo per fare un Euro

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Mettiamo subito le cose in chiaro. La nazionale femminile di pallanuoto, uscita con una medaglia di bronzo dai Campionati del mondo di Kazan 2015, ha ottenuto un risultato storico e di assoluto prestigio nella rassegna iridata appena conclusa.

Eppure, resta una piccola punta di rammarico per quella finale sfumata due volte contro l’Olanda. La prima ad inizio partita, con quel parziale di 4-0 subito prima di scendere in vasca. La rimonta, pur senza l’importante apporto di alcune giocatrici fondamentali per questa squadra, è la dimostrazione di come e quanto questa nazionale potesse arrivare addirittura ad impensierire gli Stati Uniti nella corsa all’oro. A riprova di ciò anche il successo nel girone eliminatorio contro le nordamericane. La seconda ai rigori, che anche in questo caso hanno condannato il Setterosa contro le Orange come un anno fa agli Europei.

Paradossalmente, questo può far ben sperare in ottica futura e in particolar modo guardando alle Olimpiadi di Rio. Basta poco per andare a limare i pochi difetti della squadra per presentarsi in Brasile non solo come outsider ma come una delle squadre più temibili della manifestazione dopo quanto fatto vedere, anche solo a sprazzi, ai Mondiali.

Anche solo limitando i passaggi a vuoto, ora staremmo probabilmente parlando di un possibile argento, forse anche qualcosa di più. Anche l’assenza di Alexandra Cotti ha influito sulla squadra, ma l’azzurra ha preferito operarsi quest’estate proprio per ripresentarsi al 100% a disposizione del CT Fabio Conti nella prossima stagione.

Festa sì, dunque, per il bronzo. Ma uno sguardo fiducioso al futuro e tanta voglia di lavorare. Perchè il risultato pesante, e con pensante si intende anche una possibile vittoria, è sembrato più concreto di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia.

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gianluca.santo@oasport.it

Twitter: Santo_Gianluca

Foto: Pagina Facebook FINA

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