Golf, settimane di fuoco negli USA: c’è il Bridgestone Invitational, senza McIlroy ma con Spieth e Chicco Molinari

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La temperatura, negli Stati Uniti, diventa decisamente rovente. Gli States saranno protagonisti di due settimane di fuoco a partire da giovedì, con il terzo torneo dell’anno dei World Golf Championships, il Bridgestone Invitational ($9,250,000). Al Firestone di Akron, insomma, si terranno le consuete prove generali per l’imminente PGA Championship, ultimo Major dell’anno. Field scarno, di soli 77 giocatori, ma lo spettacolo, in Ohio, è assicurato.

L’unica brutta notizia, a tal proposito, riguarda ancora l’assenza di Rory McIlroy, alle prese con la riabilitazione dopo il grave infortunio al ginocchio rimediato durante una partita di calcio con i suoi amici. Dopo il forfait dall’Open Championship, quindi, il nordirlandese dovrà nuovamente rinunciare alla difesa di uno dei titoli conquistati lo scorso anno, concedendo a Jordan Spieth una seconda occasione per scavalcarlo in vetta al ranking mondiale. Il texano, ça va sans dire, sarà il favorito numero uno e non potrebbe essere altrimenti. Quattro tornei vinti nel 2015, compresi due Major, un quarto posto alla prima esperienza a St. Andrews (ad un passo dal playoff) ma soprattutto una freddezza e una capacità di non sbagliare (quasi) mai i colpi importanti impressionanti per un 22enne. Lo scorso anno arrivò 49esimo, ma sembra quasi un’epoca fa. Non cambia l’uomo da battere e nemmeno la rosa degli avversari. Su tutti Jason Day, l’australiano sempre piazzato nei Major ma vincitore due settimane fa in Canada, e Rickie Fowler, secondo nel recente Quicken Loans National e già a segno due volte quest’anno in tornei importanti che non siano gli Slam. E’ un uomo da grandi eventi anche Adam Scott, soprattutto con il caddie Steve Williams al proprio fianco, mentre Justin Rose cercherà di far valere la sua grande regolarità.

Restando nella Top 10 del ranking, possono dire la loro anche Sergio Garcia, sempre brillante in questo periodo dell’anno, e Dustin Johnson, a patto di ritrovarsi dopo un Open Championship concluso nel peggiore dei modi. Qualche incognita sulle condizioni di un imprevedibile Bubba Watson, di Henrik Stenson e di Jim Furyk. Chi in Ohio si è sempre trovato bene, invece, è Keegan Bradley, evanescente sin qui nel 2015 ma quarto lo scorso anno, così come Patrick Reed, mentre Zach Johnson ritorna sui green dopo la splendida vittoria all’Old Course. E’ sempre atteso ad uno squillo importante, ma finora mai arrivato, anche il giapponese Hideki Matsuyama.

Il Firestone di Akron non ha mai avuto un grande impatto, invece, su Francesco Molinari, giunto alla sesta partecipazione consecutiva al Bridgestone Invitational. Il torinese ha ottenuto come miglior risultato un 15esimo posto nel 2011, dopodiché ha sempre vagato nelle zone intermedie della classifica. Difficile dire se Chicco possa invertire la tendenza delle ultime stagioni, ma la migliore attitudine dimostrata sui campi statunitensi negli scorsi mesi lascia spazio a qualche spiraglio.

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Foto: Official Twitter Golf.com

daniele.pansardi@oasport.it

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