Giro di Polonia 2015, il primo assolo è di Marcel Kittel! Terzo un grande Bonifazio

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Lo strappo nel finale e degli ultimi chilometri davvero tecnici e di difficile interpretazione rendevano nervosa la prima tappa del Giro di Polonia 2015, 122km interamente all’interno di Varsavia. A districarsi meglio di tutti è Marcel Kittel (Team Giant-Alpecin), capace di imporsi in una volata dall’elevato tasso di spettacolarità davanti a due giovani talenti dal sicuro avvenire come Caleb Ewan e un convincente Niccolò Bonifazio.

La tappa, sviluppatasi intorno ad un circuito cittadino della capitale polacca, è stata animata da una fuga a tre, con Matej Mohoric (Cannondale-Garmin), Adrian Kurek (CCC Sprandi Polkowice) e Pawel Bernas (Polonia). Il terzetto raggiunge un massimo vantaggio di 2’45”, perché la Giant, la IAM Cycling e l’Orica GreenEDGE a turno si danno il cambio per mantenere basso il distacco. I battistrada, tenuti sempre a bagnomaria per diversi chilometri ad un minuto, perdono Bernas a 30km dalla conclusione per le folate di Mohoric; Kurek resta alla ruota dello sloveno, ma entrambi devono alzare bandiera bianca ai -20. Dal gruppo provano a sganciarsi poi Vegard Breen (Lotto Soudal) e Patrick Gretsch (AG2R), ma le squadre interessate alla volata sono troppe e la loro azione è effimera.

Gli ultimi chilometri sono caratterizzati da una grandissima confusione in gruppo per accaparrarsi le posizioni migliori, in vista dell’ultima rampa e delle tante curve del finale. Sul dentello ci prova un uomo della LottoNL-Jumbo, ma senza successo. Il treno della Giant Alpecin riesce a sviluppare una grande velocità e lancia al meglio Marcel Kittel, ad una centinaia di metri dal traguardo Caleb Ewan (Orica GreenEDGE) lo supera entrando a tutta nell’ultima curva ma la potenza del teutonico gli permette di beffare il giovane australiano sull’ultimo rettilineo. Terzo è uno spettacolare Niccolò Bonifazio (Lampre-Merida), capace di disegnare una traiettoria perfetta nella difficile curva finale; lo spazio per completare una rimonta, però, non c’era. L’azzurro si piazza davanti a Van Winden, Turgot e Boeckmans, mentre un buon Jacopo Guardini è settimo.

wvain winden tugot boeckmans guardini

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