Tuffi, Mondiali Kazan 2015: Xie Siyi fa tremare Despatie! Conferma Kvasha, sorpresa Hixon

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Un po’ spiace che il metro non sia disciplina olimpica, per noi italiani perché Tania Cagnotto (domani in finale alle 14) avrebbe potuto godere di più occasioni per vincere l’agognata medaglia a Cinque Cerchi che inseguirà a Rio 2016 per l’ultima volta nella sua carriera e perché, quando ci sono gare come la finale maschile dei Mondiali 2015 di Kazan, lo spettacolo è assicurato e l’equilibrio regna supremo. Ci si diverte e ci si emoziona: vince Xie Siyi, cinese esordiente “tutto da scoprire“, che vola con l’oro al collo e 485.50 punti, a un’inezia dai 489.69 con cui Alexandre Despatie (Canada) vinse a Montreal 2005, record che rimane dunque avvicinato ma non battuto.

La vittoria del cinese è larga, ma non annunciata. Anche perché per metà gara in testa c’è il messicano Jahir Ocampo, primo dopo l’eliminatoria, che arriva al giro di boa della finale con 232.25 punti e pare in pole position per il successo. Invece l’errore fatale nel quinto tuffo, l’avvitamento rovesciato, gli fa perdere anche il podio: è quarto con 427.35 punto, a meno di una lunghezza dallo statunitense Mike Hixon (428.30), bronzo a sorpresa. Argento, come a Barcellona 2013, c’è il fuoriclasse ucraino Illya Kvasha, deludente agli Europei (quarto) ma assoluto maestro della specialità. Oggi l’ennesima conferma: 449.05 punti e premio di “primo dei terrestri“. Solo settimo He Chao, l’altro cinese, che sbaglia doppio e mezzo ritornato e triplo e mezzo avanti in una gara sottotono (415.50 punti).

In lotta per il podio c’è a lungo l’altro ucraino, Oleg Kolodiy, medagliato a sorpresa a Rostock e grande protagonista della finale odierna. Fatale una sbavatura nell’avvitamento avanti, quinto tuffo, e il basso coefficiente della rotazione conclusiva: il terzo posto rimane distante cinque punti (423.50 il totale), ma la sua gara è da applausi. Come detto, il bronzo va dunque all’americano Hixon, poco quotato anche nel confronto diretto con il compagno di squadra Kristian Ipsen (poi sesto, 420.65, nonostante un triplo e mezzo avvitamento rovesciato da 86.70). La mossa vincente è il cambio di programma dopo l’eliminatoria: il doppio e mezzo ritornato finale da raggruppato diventa carpiato, ci sono tre decimi in più di coefficiente e, nonostante una lunga pausa per le consultazioni dei giudici prima dell’esecuzione, la concentrazione non ne risente. Gli 83.30 punti valgono un’insperata ma meritatissima medaglia.

Gara stupenda, quindi, per cui bastano pochi numeri: in otto sopra quota 400 e il campione europeo, il francese Matthieu Rosset, che è solo decimo (392.65) a causa di molte entrate sporche. Avrà i 3 metri per rifarsi. L’Italia è stata a guardare (Giovanni Tocci 16esimo e Andrea Chiarabini 20esimo in eliminatoria), ma il pubblico si è divertito. Alle 18.30 seconda finale di giornata: sincro 10 metri femminile, con la Cina a inseguire il quinto oro della manifestazione e Canada, Malesia e Gran Bretagna a giocarsi le posizioni da medaglia. Ma attenzione alla sorpresa australiana, del resto già vissuta nel sincro misto da 10 e nel sincro femminile da 3.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Rostock 2015

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