Tuffi: Chiarabini-Tocci, sfumato il Mondiale adesso si pensa alla Coppa del Mondo

Giovanni-Tocci-Andrea-Chiarabini-tuffi-foto-roberto-bonanni-fb.jpg

Era il 2010 quando, agli Europei giovanili di tuffi in corso di svolgimento a Helsinki, il 16enne Giovanni Tocci e il 15enne Andrea Chiarabini – uno di Cosenza e l’altro di Roma – vinsero l’argento nel sincro da 3 metri. Il primo era già una promessa dei tuffi azzurri poi confermata con altri ori continentali junior, il secondo invece praticamente un predestinato. Nel 2009, ai Mondiali di Roma che consacrarono il talento di Thomas Daley dalla piattaforma, un altro 14enne si mise infatti in bella mostra con il viso da bambino e l’incoscienza di non avere nulla da perdere. Lui, proprio Andrea Chiarabini, fu quinto nel sincro da 10 metri con Francesco Dell’Uomo, compagno alle Fiamme Oro in un intreccio di storie che non finiscono più.

Come nei film, dopo il flashback, voliamo avanti di cinque anni. Europei 2015 di Rostock, Chiarabini torna in un evento internazionale a due anni di distanza dalla finale da 10 metri a Barcellona ma questa volta gareggia dal metro. I 10, ormai, sono un discorso accantonato nel passato. Tocci chiude quinto la finale, il romano è undicesimo. Ma il vero interesse si scatena quando i due provano qualche tuffo sincro, inizialmente “per divertimento“. L’affiatamento è però subito interessante, perché sono molto amici, sono atleti validi e, soprattutto, non sembrano essersi dimenticati degli anni nel settore giovanile. Compare pure un quadruplo e mezzo avanti raggruppato, coefficiente di difficoltà 3.7, ma tutto sembra rimanere un gioco, o comunque una base di progetto per gli anni a venire ancora tutta da sviluppare secondo le volontà dei rispettivi allenatori.

Passa meno di un mese ed è la volta del Grand Prix di Bolzano. Andreas Billi, compagno di sincro di Giovanni Tocci (i due sono arrivati quinti agli Europei di Rostock 2013 e 12esimi ai Mondiali di Barcellona), è impegnato alle Universiadi per recuperare dopo un difficile anno perso a causa di un infortunio all’occhio, Lorenzo Marsaglia – partner di Andrea Chiarabini convocato per la rassegna altoatesina – dà forfait per un leggero problema fisico. Fino all’ultimo permangono i dubbi, ma alla fine lo staff azzurro decide di schierare la nuova coppia nella gara della domenica che vede già iscritti Tommaso Rinaldi e Michele Benedetti, i titolari quinti a Rostock 2015 e in pole position per la qualificazione Mondiale. Il risultato è sorprendente: 395.97 punti e argento dietro alla Cina.

Mica male come esordio. E perciò Chiarabini e Tocci vengono confermati anche per gli Assoluti di Bergamo, ultimo test di selezione per Kazan, della settimana successiva. Ancora contro Rinaldi e Benedetti e ancora con un programma estremamente difficile: oltre al citato quadruplo e mezzo avanti ci sono pure l’ostacolo triplo e mezzo rovesciato raggruppato (dd 3.5) e il triplo e mezzo ritornato raggruppato (3.4). Ma Chiarabini, fresco vincitore di 3 metri e 1 metro individuale, si dimostra in uno stato di forma pazzesco. E Tocci lo segue a ruota, dandogli fiducia sul trampolino come lo stesso romano aveva commentato subito dopo la gara di Bolzano. L’eliminatoria è da urlo: 90 punti sia con il 109c che con il 307c, totale di 425.58 con i giudici che a fine mattinata si alzano e accorrono a stringere la mano ai due atleti, protagonisti di una prestazione che in Italia mancava dai tempi dei fratelli Marconi (428.55 nell’amaro quarto posto per appena nove centesimi dei Mondiali 2009). I due si ripetono nel pomeriggio, migliorando obbligatori e quadruplo e mezzo (93.48) ma sporcando leggermente rovesciato e ritornato. Il punteggio finale è comunque un’ottima conferma (421.83) che, però, non vale i Mondiali.

Sì, perché la decisione spetta da regolamento al ct Giorgio Cagnotto. Che ancora non si è espresso in maniera ufficiale, ma che ha fatto capire già a Bergamo che per Kazan sarà premiata la regolarità di chi – ovvero Tommaso Rinaldi e Michele Benedetti – per l’appuntamento iridato lavora insieme da tantissime stagioni. Un briciolo di amarezza per la potenziale occasione persa, ma a mente fredda anche la consapevolezza di una scelta coerente con tutto quanto vissuto nel recente passato. Anche perché i due romani della Marina Militare, autori di 390.15 punti in finale, hanno da giocarsi la carta triplo e mezzo rovesciato che è decisiva nelle loro ambizioni mondiali e che, se positiva, li dovrebbe comunque portare oltre l’interessante soglia dei 400.

A Rinaldi/Benedetti il Mondiale, a Chiarabini/Tocci, ora, tutto quanto si profila per il futuro. A partire dalla Coppa del Mondo, le cui qualificazioni sono già cominciate e che si svolgerà nel prossimo febbraio proprio a Rio de Janeiro, sede delle Olimpiadi. I due azzurri continueranno a saltare in sincro e, seppur lontani come città, dovrebbero godere di collegiali ad hoc per limare i dettagli. Perché il talento c’è e i tuffoni già entrano, come visto in queste ultime due settimane. Con tali punteggi si può sognare addirittura l’accesso alla finale olimpica: oltre a Cina, Russia, Messico, Germania, Gran Bretagna, Ucraina – sulla carta superiori – si dovrebbero battaglia per l’ultimo posto a disposizione Canada, Australia, Stati Uniti d’America e magari qualche coppia asiatica. L’Italia ora può infilarsi, c’è una coppia giovane che fa sognare.

 

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook

Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo

Clicca qui per seguirci su Twitter

Clicca qui e metti mi piace per restare sempre aggiornato sul mondo dei tuffi azzurri

 

francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Facebook Roberto Bonanni

Lascia un commento

Top