Tour de France: partenza in salita per Nibali e Quintana, Grande Boucle subito accesa

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Non si fa certamente attendere lo spettacolo nelle 102esima edizione del Tour de France partito ieri da Utrecht, in Olanda. La città che ha dato i natali a personaggi sportivi del calibro di Marco Van Basten è stata anche sede di partenza della seconda tappa della corsa a tappe francese che, proprio sulla costa olandese, ha scavato distacchi importanti tra i big della classifica generale.

A pagarne le conseguenze, tra i big 4, sono stati Vincenzo NIbali e Nairo Quintana, che hanno pagato un minuto e mezzo da Chris Froome e Alberto Contador che sono riusciti ad arrivare con il gruppo dei migliori sul traguardo dell’isola di Neeltje Jans. Un duro colpo alla coppa formata dall’italiano e dal colombiano, che tra i quattro probabilmente è colui che ha lanciato i segnali peggiori in questa due giorni. Dopo una crono non certo da ricordare, anche oggi ha perso le ruote del gruppo moto presto, rischiando di naufragare prima di un cambiamento provvidenziale delle condizioni atmosferiche.

Il Tour, ovviamente, è ancora lungo: spesso, però, partire con il piede giusto aiuta a trovare il giusto ritmo gara con tranquillità e senza l’ansia di dover recuperare terreno come successo, ad esempio, a Richie Porte durante l’ultima edizione del Giro d’Italia o ad Alberto Contador 12 mesi fa proprio al Tour. Spesso un inizio stentato, che porta a perdere tempo nelle tappe meno impegnative ha conseguenze difficili da amministrare per gli inseguitori.

Lo spazio per recuperare c’è e nonostante il minuto e 20 che paga ora NIbali da Froome, lui e Quintana non devono farsi prendere dalla smania di recuperare terreno. I valori usciranno sulle tre settimane ed è inutile correre rischi inutili che rischiano di di portare a conseguenze ancora peggiore. La solidità, tecnica e mentale, di un atleta si vedono anche in queste situazioni, termometro della maturità raggiunta nel corso degli anni.

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