Tour de France 2015, ventunesima tappa: Sèvres-Parigi. La passerella per Chris Froome

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La tappa della gloria. La passerella e l’incoronazione per il più forte del Tour de France 2015, per il padrone dell’edizione numero 102 della Grande Boucle, per chi è uscito vincitore dalla lotta sul pavé di Cambrai, sui muri della prima settimana, sulle salite di La Pierre Saint-Martin, del Tourmalet, di Plateau de Beille, del Col du Glandon, del Col de la Croix de Fer, verso La Touissuire e quella, mitica, de l’Alpe d’Huez, senza dimenticare le insidiose discese del Col d’Allos e del Col de Manse. Dopo venti giorni di fatica e sofferenza, la degna conclusione: gli Champs-Élysées attendono.

I 109,5km da Sèvres a Parigi avranno ben poco da dire naturalmente, se non un modesto Gpm di seconda categoria dopo 10km (Côte de l’Observatoire, 2,2km a 4,1%). Poi l’arrivo nella Ville Lumière, con l’inizio del circuito (7km) al quarantesimo chilometro da ripetere per undici volte, sul quale cominceranno presumibilmente gli scatti degli attaccanti desiderosi di farsi vedere per l’ultima volta sul palcoscenico più prestigioso. Difficilmente, però, le squadre dei velocisti si faranno prendere di sorpresa, per consentire ai rispettivi capitani di cercare il successo più ambito in assoluto per uno sprinter. Sotto l’Arco di Trionfo, all’ombra della Tour Eiffel.

Il successo sui Campi Elisi, per l’Italia, manca dal 2007, quando fu Daniele Bennati ad imporsi nell’ultima tappa e ad alzare le braccia a cielo a Parigi. La capitale transalpina si prepara a ricevere il secondo successo per il britannico Chris Froome, che salirà sul podio con il colombiano Nairo Quintana e lo spagnolo Alejandro Valverde.

Foto: Le Tour

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