Tour de France 2015 – Non si sta mai tranquilli! Ed è (quasi) come il Giro d’Italia…

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Vi ricordate quegli avvii di Tour de France noiosissimi, interminabili che ci tenevano compagnia per una settimana abbondante?

Per rammentare non dovete necessariamente avere i capelli grigi. Basta anche tornerà indietro di un lustro abbondante (a cavallo “era Amstrong”, tanto per intenderci). Dopo un tradizionale crono prologo che poco diceva in termini di classifica si procedeva per lunghe tappe pianeggianti, senza insidie particolari. Una sfilza di chilometri con lo stesso copione: fuga del mattino ripreso a qualche chilometro dal traguardo, treno dei velocisti, volatone. Così per una settimana (almeno) prima di sbarcare finalmente in montagna o di sgropparsi una cronometro infinita.

 

Lo spettacolo era inesistente, il Tour de France viveva sul suo nome (innegabile, maestoso, infinito e guai a mancargli di rispetto) e il pubblico rumoreggiava.

Gli organizzatori hanno ascoltato la voce del popolo e nelle ultime stagioni hanno completamente cambiato il piano di gara. Quasi avvicinandosi a quello che vediamo al Giro d’Italia: percorsi variegati, sempre nuovi, terreni diversificati, difficoltà a ogni tappa, fin dall’inizio.

Questa settimana ne è il chiaro emblema. Cronometro d’apertura dal chilometraggio ridotto (13.8, unica lotta contro le lancette a livello individuale, mai così pochi km nella storia recente della Grande Boucle), poi il pericoloso vento dei Paesi Bassi (con Vincenzo Nibali, Campione uscente, che ne è uscito con le ossa rotta). Il Muro di Huy: un arrivo da classica che ha trovato spazio in una corsa a tappe, aumentandone in maniera enorme il fascino e il prestigio. Così come il pavé: non sarà quello della Roubaix, era più facile rispetto a quello del 2014, ma è stato spettacolo puro.

Pure l’unica tappa per velocisti, affrontata ieri, si è rivelata ostica e difficile per il meteo. Meteo che sarà determinante in questa edizione del Tour de France: il caldo la farà da padrona, l’estate torrida farà da cornice al miglior ciclista del Mondo…

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