Tour de France 2015 – Nibali, un anno dopo di nuovo sul pavè. A caccia di una nuova impresa gialla

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9 luglio 2014. Ypres > Arenberg.

7 luglio 2015. Seraing > Cambrai.

 

Due tappe infernali, entrambe accomunate da pavè, tanto pavè. Oggi saranno addirittura 30 i chilometri previsti sulle “mattonelle” in sei settori.

Questo è sicuramente il parallelismo che sarà venuto in mente a tutti gli appassionati di ciclismo. 363 giorni fa Vincenzo Nibali realizzava un numero da fantascienza sul pavè e sotto la pioggia, stritolava alla distanza i suoi avversari diretti, tagliava il traguardo tutto infangato certo di aver realizzato l’impresa.

Lo Squalo, già in Giallo, rifilava due minuti a Richie Porte (capitano del Team Sky dopo il ritiro di Froome), due minuti e mezzo ad Alberto Contador, umiliava Alejandro Valverde e rinsaldava in maniera decisiva la leadership della Grande Boucle. È lì che Enzo ha vinto a tutti gli effetti il Tour de France, controllando poi la situazione nelle settimane successive. Nella leggendaria foresta si era acquisito un vantaggio così importante che sfiancò psicologicamente gli avversari rimasti.

 

Quasi un anno dopo, il trionfatore dell’edizione 2014 si ritrova attardato. La maglia gialla è sulle spalle di Froome, proprio colui che dodici mesi fa non aveva potuto prendere il via causa infortunio nelle prime frazioni.

Ci sarà ancora la pioggia? Non è certa, ma probabile. Vento? Si dice che possano arrivare delle ventate. Chiaro che se ci sarà il sole sarà tutto più semplice. Si fa per dire perché il pavè è roba da uomini veri.

Nibali deve ora recuperare 1’38’’ da Froome, Contador è davanti, Quintana è lì con lui. Servirà la migliore Astana dopo il disastro di domenica quando il siciliano fu praticamente lasciato solo tra le folate dei Paesi Bassi e le disavventure meccaniche.

Serve un colpo di mano per dare una risposta al Tour de France. La gamba sembra esserci, la voglia altrettanto…

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