Tour de France 2015 – Il vento attarda Nibali. Cambia la tattica dello Squalo. Huy e pavè fondamentali

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Dopo la cronometro di Utrecht, Vincenzo Nibali si era preso un piccolo vantaggio sugli altri Magnifici 4. Un tesoretto di qualche secondo dopo i 14km contro il tempo, interessanti perché guadagnati su un terreno comunque ostico e che avrebbe potuto svantaggiare il siciliano.

Ieri lo Squalo, però, ha perso un minuto e mezzo tra il vento e la pioggia dei Paesi Bassi. I tanto temuti ventagli e un tracciato scivoloso, a cui si abbina la pochezza dell’Astana uscita con le ossa rotte, hanno attardato il Campione dell’edizione 2014 che ora accusa poco più di un minuto di ritardo da Froome e deve rivedere i propri piani nella rincorsa alla maglia gialla.

 

Innanzitutto è costretto ad attaccare e non può più pensare di marcare i rivali. Una scelta tattica in meno che va assolutamente considerata.

Lo spazio per recuperare c’è naturalmente e non è certo questo gap che tarpa le ali ai sogni di bis di Enzo ma è certamente una zavorra importante visto che davanti ci sono dei numeri 1 come Contador e Froome.

Già oggi il Muro di Huy avrà le parvenze di un esame importante. Uno strappo mitico e leggendario, da classica, su cui i migliori potrebbero lanciare delle scaramucce. Non è qui che si farà saltare il cronometro ma certamente la prova odierna avrà un risvolto importante sotto il profilo psicologico: un attacco deciso e secco, sui primi metri di “montagna”, potrebbe mettere in crisi la testa di qualche uomo di classifica.

E poi tutti sul pavè. Le mattonelle della storia del ciclismo fecero da cornice all’impresa di Nibali lo scorso anno quando rifilò due minuti abbondanti al Pistolero e compagni, rinsaldando la gialla e mettendo una seria ipoteca sulla conquista del Tour de France. Nella speranza che si ripeta la magia, ma questa volta servirà la migliore Astana proprio come successo 12 mesi fa.

A quel punto si volerà sulle montagne (e ce ne sono davvero tante), terreno su cui si deciderà questa Grand Boucle.

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