Quale futuro per i Giochi Europei dopo Baku 2015?

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Si è concluso da pochi giorni l’esperimento della prima edizione dei Giochi Europei. A Baku 2015 si è svolta per la prima volta una manifestazione che al momento resta molto discussa ed il cui futuro è ancora in bilico. Innanzi tutto, vi è la questione del livello sportivo espresso dalle competizioni degli European Games, molto diverso fra uno sport e l’altro: si va infatti dall’apice dei Campionati Europei di judo alla farsa al limite del surreale dell’atletica ridotta a “Serie C2” del Campionato Europeo per nazioni (senza dimenticare tutti gli sport che non c’erano proprio).

A livello pratico, il Comitato Olimpico Europeo sta riscontrando una grande difficoltà nel trovare un Paese che organizzi la seconda edizione dei Giochi, prevista per il 2019. Dopo che l’Olanda, unica candidata, si era vista attribuire la manifestazione, lo stesso Paese ha deciso di rinunciare a quest’onere, giudicato poco proficuo proprio perché non offre garanzie circa il livello sportivo dell’evento. Negli ultimi giorni sembrerebbe che qualcosa si sia mosso, con la Turchia in pole position per raccogliere la sfida del 2019, anche se tutto resta ancora da definire. Il disinteresse, invece, sembra farla ancora da padrone nei Paesi dell’Europa occidentale.

Infine, non va neppure dimenticata la possibile rivalità che potrebbe innestarsi con gli European Sports Championships del 2018, un’iniziativa che a parere di chi scrive resta molto più oculata: si tratta infatti di preservare l’indipendenza dei Campionati Europei delle diverse discipline, inserendosi dunque nel solco della tradizione dello sport continentale, concentrando però le date e le località in modo da dare maggior visibilità a tutti gli sport e di garantire competizioni di alto livello agli appassionati per due settimane di fila.

Per garantire un futuro agli European Games bisognerebbe innanzi tutto mettere d’accordo tutte le federazioni sportive continentali e mettere in piedi un programma che assomigli davvero ad un’Olimpiade europea. Bisognerebbe poi trovarvi una collocazione che non interferisca con le altre grandi manifestazioni sportive, per dare la possibilità a tutti gli atleti di parteciparvi al meglio della loro condizione, ed elevare così il livello delle competizioni che, a Baku, è rimasto mediamente basso fatto salvo per alcune eccezioni. L’ideale sarebbe quello di riuscire a fondere European Games ed European Sports Championships in un’unica rassegna che distribuisca i titoli europei di tutte (o quasi) le discipline olimpiche, alle quali si aggiungerebbero, come a Baku, anche alcuni spot non olimpici (karate, sambo, ginnastica acrobatica…).

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giulio.chinappi@oasport.it

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