MotoGP, GP Germania 2015: la continuità di Valentino Rossi e la risalita di Marc Marquez

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Il decimo appuntamento del Mondiale di MotoGP, sul tracciato “tutto-curve” del Sachsenring” ha lanciato, se così possiamo dire, due temi: la continuità di Valentino Rossi e la risalita di Marc Marquez. Tra le tante statistiche impressionanti che riguardano Rossi, quella infatti più importante, ai fini del campionato del mondo 2015, è l’aver conquistato ben 10 podi su 10 gare, palesando una  grande capacità di adattamento, alle diverse condizioni di pista, gomme ed ambientali. La lotta all’iride, infatti, per il grande equilibrio che caratterizza la categoria, consisterà nella capacità dei piloti più forti di saper sfruttare al massimo i tracciati favorevoli per le proprie moto, in rapporto agli pneumatici scelti da Bridgestone, e conquistare più punti possibili su quelli meno congeniali. Un po’ quello che è successo ieri sul Ring. L’obiettivo di Rossi, infatti, era essenzialmente quello di arrivare davanti a Jorge Lorenzo, compagno-rivale di Casa Yamaha e più immediato inseguitore nella graduatoria generale. Il quarto posto del maiorchino, proprio alle spalle di Valentino, è valso come un successo per il 46 anche se la ciliegina sulla torta, come si suol dire, sarebbe stato arrivare secondo dietro l’inarrivabile Marquez, precedendo Dani Pedrosa. Così non è stato perchè la Honda sul circuito tedesco ha dimostrato di avere due piloti e un mezzo più performante, conquistando meritatamente le prime due posizioni.

Parlando proprio del vincitore, cioè Marquez, non possiamo che sottolineare la grandissima gara e weekend del Cabronçito. Un dominio assoluto che ha confermato quello che si pensava alla vigilia. La Casa di Tokyo, infatti, con il successo di ieri è arrivata quota sei vittorie consecutive con Marc anch’egli al sesto sigillo, mettendoci anche le classi inferiori. In buona sostanza, un contesto perfetto per il pacchetto ispanico-giapponese che sembra aver ritrovato il feeling del 2013-2014 con l’uso del vecchio telaio 2014. La RC213V, infatti, sia ad Assen che al Sachsenring, si è dimostrata molto più stabile in frenata, dando modo ai suoi due piloti, in particolare il 93, di poter aggredire le frenate, senza perdere stabilità con il posteriore. Come sottolineato dallo spagnolo, però, nel post gara di ieri, c’è ancora da lavorare, soprattutto nella conduzione di curva, in cui, ancora la Yamaha è superiore e ciò potrebbe rivelarsi un vantaggio in alcune piste.

Il 9 Agosto, ad Indianapolis, dunque sarà interessante vedere che risposte darà il circuito americano, creato all’interno del celeberrimo ovale della Formula Indycar, nella lotta appassionante tra Yamaha e Honda.

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Immagine: Yamaha

Twitter: @Giandomatrix

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