Hockey prato, nazionale femminile: bisogna dare nuova linfa al progetto azzurro

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Un Round 3 di World League partito benissimo, con un sogno sempre più vicino, e conclusosi con le lacrime. La nazionale femminile di hockey su prato purtroppo non è riuscita a conquistare la qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016, sfiorandola solamente (sconfitta agli shoot-out con l’India) nella competizione di Anversa, e dunque il progetto durato un quadriennio può ritenersi fallito. Ma non è assolutamente così.

La squadra guidata da Fernando Ferrara ha dimostrato una crescita vertiginosa: il successo nel Round 2 di World League a Montevideo e le performance eccezionali con nazionali che ci precedono nel ranking mondiale ne sono state la dimostrazione. Purtroppo la Dea Bendata non ci ha dato una mano. Con lo shoot-out sbagliato da Giuliana Ruggieri si sono fermate tutte le opportunità di raggiungere quello che sarebbe stato un pass olimpico meritatissimo. Non ci si può però assolutamente fermare qui: nello sport, come nella vita, le sconfitte sono simbolo di sprono per riuscire a dar sempre di più per inseguire i propri obiettivi.

Lo staff azzurro, aiutato dagli investimenti fatti dal Coni, è riuscito a plasmare una squadra partita praticamente da zero (visto il livello dell’hockey in Italia e il numero di praticanti), riuscendo a raggiungere in pochi anni eccezionali risultati. Si deve continuare di questo passo: la qualificazione che non è arrivata per le Olimpiadi brasiliane, la si potrà raggiungere per i prossimi Mondiali o per la prossima edizione a Cinque Cerchi. Ad agosto c’è l’Europeo a Londra: ci aspettiamo ancora una grande Italia che, magari con l’orgoglio, possa riuscire a sorprendere anche partendo da sfavorita.

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gianluca.bruno@olimpiazzurra.com

Foto: FIH

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