Golf, British Open 2015: Dustin Johnson di forza al comando, gli italiani si perdono nel vento

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Dustin Johnson


La straordinaria potenza di Dustin Johnson guarda tutti dall’alto al termine del primo round del British Open 2015, terzo Major stagionale. Lo statunitense sfrutta la partenza in mattinata e l’assenza di vento forte sull’Old Course di St. Andrews, praticamente senza difese nella parte iniziale della giornata. DJ stampa un eccezionale -7 (65) sullo storico links scozzese, grazie a cinque birdie, un eagle e ad un gioco lungo dirompente, con cui conferma di essere uno dei grandi favoriti per la vittoria finale.

Il leaderboard, di fatto, è lo specchio delle mutuazioni del vento. La Top 10 è dominata dai giocatori scesi in campo nel mattino, scesi in campo con condizioni estremamente favorevoli e, per gli standard di un links, molto soft. Ne ha approfittato Jason Day, come Johnson alla caccia del primo Major della carriera e secondo a -6 (66) dopo sei birdie e nessun bogey, ma anche due possibili outsider come Zach Johnson e Danny Willett (tra i pochi a partire nel pomeriggio e a restare nelle zone alte della classifica), due grandi nomi del recente passato come il sudafricano Retief Goosen e lo scozzese Paul Lawrie e un carneade come lo statunitense Robert Streb, pari merito con l’australiano.

Inizio convincente per l’uomo da battere dell’Open Championship, quel Jordan Spieth già capace di vincere il Masters di Augusta e lo US Open. Il texano, nonostante non avesse mai giocato su un campo delicato come l’Old Course, ribadisce ancora di essere un fuoriclasse a 360 gradi e infila un bel -5 (67), con cui si installa in ottava posizione. Il numero due al mondo piazza ben cinque birdie nelle prime nove, per poi rallentare successivamente con due birdie e due bogey. Con lo stesso score ci sono anche due possibili protagonisti del weekend come il campione del 2010, il sudafricano Louis Oosthuizen e il connazionale Charl Schwartzel, oltre al sorprendente amateur Jordan Niebrugge e all’onnipresente Kevin Na.

Hanno inevitabilmente stentato i diversi big partiti al pomeriggio, a causa del forte vento contrario. Phil Mickelson, Adam Scott, Sergio Garcia e Justin Rose sono 29esimi con -2 (70), un colpo in meno rispetto a Matt Kuchar e a Lee Westwood, quest’ultimo deludente in quanto partito ancora con buone condizioni, 46esimi con -1 (71). Tutto in salita l’Open di un grande favorito come Rickie Fowler, 67esimo pari al Par insieme ad uno spento Hideki Matsuyama (partito al mattino) e, fra gli altri, a Francesco Molinari. Il torinese ha evidenziato qualche problema di troppo nell’adattarsi alle difficili condizioni del tempo, non andando oltre un 72 che lo costringerà a rincorrere domani (e il vento potrebbe peggiorare). Tre birdie e tre bogey per Chicco sulla sua carta, anche a causa di percentuali più basse da tee a green rispetto alla media.

Male, invece, Henrik Stenson, soltanto 92esimo a +1, in compagnia di un Matteo Manassero. Il veronese approccia alla grande l’Old Course con cinque birdie ed un bogey dopo dieci buche, ma cala progressivamente con due bogey prima (alla 14 e alla 15) e con un pesantissimo triplo bogey alla 17, che lo fa rimbalzare sopra Par a +1 (73). Il 22enne azzurro paga dazio, quindi, il vento contrario delle seconde nove soprattutto nel gioco da tee a green.

Fa peggio Edoardo Molinari, che partendo nel pomeriggio era stato comunque positivo nelle prime nove buche con due birdie ed un bogey. Sulle seconde, però, Dodo è incappato in un doppio e in un bogey per un negativo +2 (74), che lo pone in 111esima posizione.

Altro round da dimenticare per Tiger Woods: nonostante la partenza al mattino, l’ex numero uno al mondo è subito crollato con un 76 (+4) in 141esima posizione.

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daniele.pansardi@oasport.it

Foto: Sports Illustrated Twitter

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