Golf, British Open 2015: Day, Oosthuizen e… un dilettante in testa! Spieth insegue, male Molinari

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Louis Oosthuizen, nuovo leader a Perth


C’è chi un Major lo ha già vinto, esattamente cinque anni fa, c’è chi ci sta andando vicino da diverso tempo e c’è chi sta vivendo una vera e propria favola. Il terzo round del rivoluzionato 144esimo British Open (conclusione al lunedì) è un vortice di emozioni impagabili e continui colpi di scena, che portano al comando un terzetto formato dall’ultimo vincitore dell’Open a St. Andrews del 2010, Louis Oosthuizen, dall’onnipresente Jason Day e dalla straordinaria sorpresa della settimana: il dilettante (sì, avete capito bene) Paul Dunne, il 22enne dalla storia pazzesca.

Già, perché Dunne è l’unico amateur ad aver staccato il pass per l’Open attraverso i tornei di qualificazione, a cui si è presentato un minuto prima dell’orario previsto per la sua partenza dal tee. E ora, quest’irlandese praticamente sconosciuto alla vigilia si ritrova in prima posizione a diciotto buche dalla fine sull’Old Course, nel terzo Major stagionale, dopo un eccezionale 66 (-6, senza bogey) che gli è valsa la leadership a quota -12 (204 – 69 69 66). La compagnia, come accennato, è di quelle scomode. Oosthuizen (67 70 67) conferma di essere un animale da links e stampa un ottimo 67 (-5) con cui fa capire a tutti di essere in grado di firmare la doppietta, mentre con lo stesso punteggio Day (66 71 67) si procura l’ennesima chance di vincere uno Slam. Due i bogey per il sudafricano, a fronte di sette birdie, mentre è immacolata la scorecard dell’australiano con cinque birdie.

Alle spalle dei tre, in quarta posizione pronto ad affondare il colpo e ad entrare – chissà – una volta di più nella storia c’è Jordan Spieth. E non poteva essere altrimenti. Alla travagliata giornata di ieri, il 21enne texano risponde con un poderoso 66 (-6) senza bogey e con qualche rimpianto per un finale non proprio impeccabile. Il vincitore del Masters e dello US Open, comunque, è in rampa di lancio per il suo terzo Major a -11 (205 – 67 72 66), ad un colpo dai leader. Di Major (tre vittorie) se ne intende anche Padraig Harrington, salito in quinta posizione a -10 (206 – 72 69 65) con un sontuoso -7 e assolutamente in corsa per un successo. Otto i birdie per l’irlandese, che ha vinto il suo secondo ed ultimo Open Championship nel 2008.

Il miglior score di giornata, però, lo mette a referto Marc Leishman con una dirompente cavalcata chiusa in 64 (-8). L’australiano è perfetto con otto birdie e nessun bogey, con cui rimonta dalla 50esima alla sesta posizione a -9. Partiranno con lo stesso punteggio anche altri possibili grandi protagonisti come Justin Rose e Sergio Garcia, a braccetto con un parziale di -4 quest’oggi, Adam Scott (sottotono con -2) e Danny Willett, in testa alla buca 10 ma sesto dopo tre bogey nel finale. Ci proveranno anche l’eterno sudafricano Retief Goosen, Zach Johnson e l’outsider Robert Streb, ancora in pista con un -3, mentre cercherà di regalarsi un piazzamento importante l’altro amateur presente nella Top 10, lo statunitense Jordan Nieubrugge.

Clamoroso il crollo del leader delle prime 36 buche, nonché uno dei grandi favoriti, Dustin Johnson, ora 18esimo a -7 e lontano cinque colpi dalla vetta. Lo statunitense, già poco concreto in precedenza, vede svanire quasi ogni possibilità di vittoria con tre bogey consecutivi nelle ultime tre buche, per un 75 (+3) che è il secondo peggior punteggio di giornata.

È un mezzo disastro, invece, il round di Francesco Molinari. Il torinese non trova mai la quadratura del cerchio su un Old Course con poche difese, ma sufficienti per mandare fuori giri Chicco con un +1 (73) pesantissimo in queste condizioni. L’unico italiano rimasto in gara sul fondo della classifica, in 75esima posizione pari al Par (216 – 72 71 73) dopo quattro bogey e tre birdie.

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daniele.pansardi@oasport.it

Foto: Wikipedia

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